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Blocco GMail: Google si spiega e si scusa

Agli utenti Premium prolungata di quindici giorni la scadenza dell'abbonamento.

Michele Nasi

25 Febbraio 2009

Dopo il blocco che, nella giornata di ieri, ha reso inaccessibile il servizio GMail, oggi Google, attraverso il suo blog ufficiale, si scusa con tutti gli utenti offrendo anche una spiegazione dell'accaduto.

Secondo quanto riportato, ieri erano in corso delle attività di manutenzione in alcuni dei "data center" europei di Google. "In genere", si osserva dal team dell'azienda fondata da Larry Page e Sergey Brin, "questo tipo di operazioni non comporta alcuna interruzione dei nostri servizi, perché gli account vengono semplicemente trasferiti da un data center ad un altro".

Nella giornata di ieri, invece, si è verificato un anomalo sovraccarico di un "data center" che ha generato una sorta di effetto a catena sugli altri. "Il bug è stato individuato e risolto, sappiamo cosa comporti una simile interruzione perché anche noi a Google utilizziamo Gmail".

La società ha precisato di aver effettuato tutti gli approfondimenti tecnici in modo tale che episodi simili possano ripresentarsi in futuro.

Dopo il problema verificatosi, effettuando il login al proprio account Google, potrebbe essere richiesta la digitazione di un codice di conferma (detto in gergo "CAPTCHA"): si tratta di una prassi normale che viene posta in essere nel momento in cui vengano operate molteplici richieste di accesso all'account e-mail e che serve solo per confermare l'identità dell'utente.

Dal momento che il disservizio ha interessato anche i clienti di Gmail "Premium", a questi ultimi sono stati offerti 15 giorni di abbonamento gratuito.

Fonte:
http://www.b2b24.ilsole24ore.com
 

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Google Earth scopre Atlantide? Solo un errore!

Scritto da Emanuele Strano

21 Febbraio 2009

Secondo alcune indiscrezioni, una passeggiata su Google Earth avrebbe contribuito alla scoperta di Atlantide, la mitica città sommersa. Per Google, però, è solo un errore, frutto di una cattiva rilevazione dei fondali marini, compromessi da segnali sonar.

Da alcuni giorni circolano voci sul ritrovamento della leggendaria città sommersa Atlantide. L’autore della scoperta sarebbe un ingegnere dell’aeronautica Britannica che, girovagando per Google Earth, avrebbe individuato al largo delle coste Africane, a circa 900 chilometri dalle isole Canarie, una zona con una conformazione del terreno non naturale. La zona interessata avrebbe le dimensioni del Galles.

Google però in queste ore ha smentito l’ipotesi del ritrovamento, spiegando che quella che sembrerebbe una città sommersa sarebbe solo una serie di segnali sonar tracciati dalle navi durante la scansione del fondo dell’oceano; di fatto si tratterebbe di un artefatto nel processo di collezione dei dati.

Le linee riflettono il percorso seguito dalle barche durante le rilevazioni sonar del fondale marino. Eppure rimangono dei dubbi: come mai ci sono delle linee interrotte nei presunti percorsi delle barche? Google spiega che “ogni zona non tracciata è segno di quanto poco sappiamo realmente dei fondali oceanici”.

Sebbene in questo caso il ritrovamento sia stato fittizio, non sarebbe la prima volta che Google Earth contribuisce a scoperte geografiche: ricordiamo ad esempio il rinvenimento dei resti di un’antica villa Romana e di un’intera foresta in Mozambico, popolata da specie ritenute estinte o del tutto sconosciute. Per chi comunque volesse provare il brivido del mistero e guardare con i propri occhi la (finta) città di Atlantide riportiamo le esatte coordinate di Google Earth: 31 15'15.53N, 24 15'30.53W.

Fonte: http://notebookitalia.it/
 

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Microsoft annuncia una propria catena di megastore

di Luigi Mango

13 Febbraio 2009

Forse non è il momento migliore vista la recessione in atto, ma Microsoft ha annunciato di voler aprire alcuni negozi con il proprio marchio dove vendere direttamente i propri prodotti. Il guanto di sfida ad Apple è lanciato.

A capo dell’operazione, Microsoft ha chiamato un uomo di sicura esperienza come David Porter, già dirigente di Wal-Mart Stores e di DreamWorks Animation, a cui ha affidato il progetto di aprire gli store, di cui però ancora non si conosce ne il numero ne la localizzazione.

Microsoft deve aver analizzato il successo dei megastore di Apple, circa 200 in tutto il mondo, presenti sul mercato da qualche anno, anche se vale la pena ricordare che all’inizio non vi erano negozi con il proprio marchio, bensì aree dedicate all’interno di grossi centri commerciali.

Reuters riporta anche alcuni clamorosi casi di insuccessi, precedenti di cui tenere conto, come il produttore di PC Gateway, che lanciò la propria catena informatica e fallì. Microsoft lo sa, e probabilmente farà un passo alla volta, pochi punti vendita in luoghi che possano garantire un buon successo, memoreanche della precedente esperienza in tal senso, uno store a San Francisco chiuso dopo poco tempo.

Di prodotti da vendere ce ne sarebbero molti, dal software alle Xbox, dai videogame ai lettori mp3 Zune, l’esperienza di Apple insegna.
 

Fonte:  http://www.pctuner.net/
 

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Facebook, cinque anni... di business

di Tullio Matteo Fanti

5 Febbraio 2009

Facebook compie cinque anni festeggiando i suoi oltre 150 milioni di utenti. Nonostante le critiche, il portale ha aperto numerosi nuovi canali di comunicazione, utili anche in ambito business

Facebook raggiunge in suo quinto anno di età e mentre il suo fondatore Mark Zuckerberg soffia sulle candeline festeggiando gli oltre 150 milioni di utenti del portale, vengono alla mente le incredibili potenzialità del mezzo, parte delle quali al momento ancora inespresse, sia nel campo della comunicazione che in ambito business.

Facebook è cresciuto in questi ultimi anni a livelli esponenziali, superando tutti i concorrenti, compreso il temibile MySpace e divenendo il portale di social networking numero uno al mondo.

Se ciò ha permesso da un lato a milioni di persone di sperimentare nuovi modi per incontrarsi e comunicare tra loro, dall'altro il portale ha presto dimostrato ampie potenzialità anche in ambito business, garantendo nuova linfa vitale nelle interazione di lavoro, aspetto decisamente non trascurabile in un momento difficile come quello attuale.

Facebook si è così con il tempo trasformato da semplice perdita di tempo sui posti di lavoro a strumento lavorativo in grado di elevare il business, offrendo nuove opportunità di relazione tra colleghi, con la possibilità di condividere documenti, competenze e quant'altro possa migliorare la dinamica di gruppo.

Il portale è divenuto inoltre una vetrina piuttosto ricca di curriculum online e di offerte di lavoro, venendo così incontro sia ai singoli in cerca di una occupazione che alle aziende interessate alle assunzioni, le quali possono contare sulla presenza di una ricca e variegata documentazione correlata ai singoli candidati.

Non ultima per importanza, la possibilità di accedere al database di Facebook, contenente milioni di nomi accompagnati da informazioni personali oltre alle preferenze in fatto di acquisti, gusti musicali, svaghi e molto altro ancora.

Una vera miniera d'oro per le società dedite alle ricerche di mercato e una possibilità che potrebbe presto concretizzarsi per mano dello stesso Zuckerberg.
 
Fonte: http://www.pmi.it
 

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Google Earth, arrivano gli oceani e la macchina del tempo

3 Febbraio 2009

Versione numero 5.0 del software che offre una versione virtuale del pianeta. Tra le novità, la possibilità di esplorare i fondali marini, di registrare i propri “viaggi” e, soprattutto, di visualizzare i cambiamenti storici della superfice terrestre.

 Ci ha fatto vedere la terra, lo spazio (Sky), le città e i musei come non l’abbiamo mai visti (a volo d’uccello, in modalità street view e 3d). Ora l’occhio di Google si immerge anche negli abissi degli oceani. In occasione del lancio della versione 5.0 di Google Earth, il colosso di Mountain View ha rilasciato un nuovo livello che consente di esplorare i fondali marini in tre dimensioni.

A differenza di Street View (che utilizza una google-car per scattare foto delle strade delle principali città) questa nuova funzionalità nasce in partnership con oltre 80 di enti di ricerca e media-company (tra cui National Geographic e la Bbc) che hanno fornito una miriade di risorse (video, immagini, resoconti) che accompagnano gli utenti nell’esplorazione degli oceani: dalle aree protette ai relitti abbandonati, oltre alla spedizioni oceaniche e la segnalazione delle specie marine in via di estinzione.

Basta scaricare la nuova versione di Google Earth, selezionare il livello “Ocean” per accedere alle nuove immagini. C’è da dire, comunque, che alcune aree sono più dettagliate, mentre molte altre presentano pochi elementi interattivi.

Fonte: http://mytech.it/

 

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