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Ultimo aggiornamento: 16 Ottobre 2006

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Un nuovo software per la Polizia contro la pedofilia via web

16/10/2006

ROMA - Per combattere la pedopornografia la polizia di stato potrà avere a sua disposizione un nuovo software studiato e fornito gratuitamente da Microsoft chiamato Cets (child exploitation tracking system, un sistema di tracciamento contro la pedopornografia). Questo nuovo sistema è stato presentato questa mattina al Viminale da Steve Ballmer, numero due di Microsoft. Alla presentazione hanno preso parte anche il vice ministro dell’Interno Marco Minniti e il capo della polizia, prefetto Gianni De Gennaro. Si tratta di un sistema che permetterà alle varie sedi della polizia postale d’Italia di dialogare fra loro abbattendo i tempi di indagine.

Inoltre la polizia postale italiana potrà immediatamente interagire a livello internazionale con gli altri paesi scambiando con loro dati e informazioni che saranno utili per sconfiggere la pedopornografia. Ogni operatore di polizia infatti immagazzinerà nel Cets tutti i dati in tema di pedopornografia come file, immagini, nickname utilizzati dai pedofili, video ed e-mail e ogni altra utile informazione. Il Cets è stato creato da Microsoft nel 2003 su richiesta della polizia canadese. Proprio in Canada il suo utilizzo ha già portato all’arresto di oltre 140 persone con indagini internazionali. Successivamente è stato utilizzato anche in Indonesia e da oggi sarà operativo anche in Italia, primo paese in Europa.

«L’uso di internet ha portato delle enormi opportunità per tutti, permettendo un migliore accesso alle informazioni e permettendo di comunicare meglio. Ma ha portato anche problematiche in tema di sicurezza, di privacy e sulla sicurezza dei minori - ha detto Steve Ballmer, ad di Microsoft Corporation - l’obiettivo di Cets è quello di combinare la tecnologia con l’esperienza della polizia. Ci vuole lo sforzo di tutti per andare contro i pedofili. Certo non sarà possibile far diventare internet un luogo sicuro per i nostri figli, ma continueremo a lavorare per migliorare la loro sicurezza». In Italia la polizia postale impiega 1896 uomini con 19 uffici regionale e 77 provinciali. Oltre il 60% degli agenti sono impiegati nel controllo della rete internet.

Negli ultimi sei anni la polizia postale delle comunicazioni con numerose operazioni compiute anche ’sotto coperturà (il poliziotto in rete finge di essere interessato ad immagini pedopornografiche per catturare i pedofili) sono stati arrestate 164 persone e denunciate 1418. In Italia sono stati rilevati ed oscurati 153 siti pedopornografici mentre altri 7114 con i server collocati all’estero per motivi di giurisdizione non è stato possibile chiuderli ma sono stati segnalati alle rispettive autorità giudiziarie.

«Secondo i dati Istat il 70% dei frequentatori della rete è rappresentato da minori di anni 14 - ha detto il capo della polizia, il prefetto Giovanni De Gennaro - e questo ci impone di continuare a lavorare per difendere i più deboli».
«Nel 2006 il legislatore ha introdotto la possibilità di infiltrarsi nella rete per poter scoprire i pedofili - ha continuato ancora il prefetto De Gennaro - questi operatori di polizia sono esposti a forte stress e grandi rischi e proprio per questo vengono costantemente seguiti da staff di psicologi».
«Noi crediamo nella prevenzione e nell’effetto deterrente che un sistema come il Cets, prodotto da Microsoft, può comportare».

«La pedopornografia rappresenta un crimine odioso non adeguatamente valutato - ha riferito il vice ministro dell’Interno Marco Minniti - occorre avere più adeguata cooperazione internazionale. Il Cets ci consente di contrastare la pedopornografia affrontanto il tema della sicurezza della rete».
«Certe immagini sono sconvolgenti - ha continuato Minniti - sono immagini che possono segnare in maniera irreversibilie la personalità di un minore. L’azione di prevenzione costituisce l’elemento fondamentale».

La polizia postale delle comunicazioni a Trento sei mesi fa ha concluso una inchiesta con 7 arresti identificando ben 300 vittime dopo la denuncia presentata da un genitore che aveva trovato delle immagini pornografiche sul cellulare della figlia minorenne. Gli investigatori hanno scoperto che in cambio di ricariche telefoniche venivano fornite le immagini pedopornografiche.

«Il Cets è uno strumento concepito da investigatori per gli investigatori costruito da Microsoft - ha detto Domenico Vulpiani, direttore del servizio di polizia postale delle comunicazioni - comporterà sicuramente una maggiore speditezza delle indagini e un risparmio nei tempi di circa l’80%. Alle reti di pedofili si vuole contrapporre una rete internazionale di cyber poliziotti che partendo dalle esperienze nazionali siano strettamente collegati tra di loro, che parlino la stessa lingua e che usino i più avanzati protocolli investigativi».

Microsoft ha inoltre presentato oggi l’iniziativa ’Sicuramente web’ per garantire nella navigazione di internet la sicurezza dei bambini e dei ragazzi in collaborazione con le istituzioni e con le associazioni non governative come Telefono Azzurro, Unicef e Movimento italiano genitori. L’iniziativa vuole aumentare il livello di attenzione e consapevolezza dei minori, delle loro famiglie e degli insegnanti sul tema della sicurezza informatica.

Fonte: http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it
 

E


Pedofilia. Adescavano minori su Internet: sette arresti a Catania per associazione a delinquere
L'indagine è della Procura di Caltagirone

Catania, 22 febbraio 2005

Sette persone accusate di avere usato Internet per avvicinare minorenni e diffondere materiale pedo-pornografico sono state arrestate dalla polizia di Stato. Sono quattro studenti, un operaio, un impiegato e un disoccupato, indagati dalla Procura di Caltagirone per associazione per delinquere finalizzata all'adescamento e alla divulgazione di materiale pedo-pornografico su Internet. Secondo gli investigatori è la prima volta in Italia che vengono eseguiti arresti per questo tipo di reato. 

Secondo quanto si è appreso, il gruppo si teneva in contatto su Internet attraverso siti protetti e crittografati per evitare l'accesso a intrusi indesiderati. Un sistema che la polizia postale di Catania è riuscita a 'forzare', avviando le indagini che hanno portato al riconoscimento degli indagati.

Gli investigatori, grazie all'attività sottocopertura in Internet, hanno fatto luce - rileva il comunicato - sull'attività dei soggetti arrestati che gestivano canali chat crittografati nonchè siti web in cui sostenevano la pedofilia intrattenendo rapporti con associazioni pedofile internazionali; i canali crittografati venivano utilizzati, oltre che per scambiarsi materiale pedo-pornografico, anche per organizzare incontri in note località turistiche al fine di adescare minori.


Fonte: http://www.rainews24.rai.it/
 

E


PEDOFILIA VIA WEB: OPERAZIONE FIAMME GIALLE E PS IN 39 CITTA'

 

(AGI) - Roma, 6 dic. 2004 - Ancora una vasta operazione antipedofilia condotta dal Nucleo speciale anticrimine tecnologico della Guardia di Finanza in Italia. Era infatti il web il sistema utilizzato dalle persone coinvolte per scambiarsi materiale a contenuto pedopornografico. Il bilancio dell'operazione parla di 42 perquisizioni, 34 persone denunciate, un arresto in flagranza di reato, e oltre 4000 gigabyte di materiale pedopornografico sequestrato. Un quantitativo pari a milioni di agghiaccianti immagini e centinaia di filmati da brivido. Al blitz operato da 152 militari della Guardia di Finanza hanno collaborato anche agenti della Polizia di Stato.

L'operazione è partita da Roma ed è stata coordinata dal sostituto procuratore Nunzia D'Elia, che si e' avvalsa della stretta collaborazione tra il personale specializzato del Nucleo Speciale Anticrimine Tecnologico della GdF e quello del Compartimento di Polizia Postale e delle Comunicazioni del Lazio.

Una notevole quantità di compact disc, DVD, floppy e hard disk, videocassette e persino rullini fotografici sono finiti nelle mani degli investigatori a conclusione delle perquisizioni condotte nelle province di Ascoli Piceno, Bari, Bergamo, Bologna, Brescia, Caltanissetta, Caserta, Catania, Firenze, Forlì, Genova, Livorno, Mantova, Milano, Modena, Novara, Palermo, Perugia, Pescara, Roma, Torino, Trento, Trieste, Venezia, Verona, Vicenza.

Nessun sito web che esponeva minori come fossero merce, ma una vera e propria ragnatela di soggetti che si "incontravano" nel mondo di Internet sfruttando le possibilita' di connessione punto-punto dei moderni sistemi di condivisione di file, e cosi' facendo si scambiavano materiale che vedeva come involontari protagonisti minori senza limiti di età, addirittura in età prescolare. L'indagine - strutturata con estremo rigore tecnico - ha permesso di localizzare persone che, avvalendosi di uno dei più diffusi meccanismi di "file sharing", si incontravano sulla rete web dando vita ad una sorta di bazar in cui venivano barattate fotografie e sequenze filmate di bimbi e bimbe ripresi in atti sessuali o in scene di violenza.

Lo smercio di materiale pedopornografico avveniva con modalità analoghe a quelle utilizzate da molti giovani che attraverso Internet si scambiano illegalmente brani musicali e prodotti cinematografici: i soggetti interessati allo scambio di foto e film si collegavano normalmente alla "Rete delle Reti" e cercavano persone con interessi affini attraverso un sito che permette ad appassionati di ogni genere di informazione multimediale di reperire altri individui con cui condividere quanto a disposizione sul proprio hard disk.

Le operazioni di download (con cui si acquisiscono i file) e di upload (con cui, invece, si trasferiscono immagini e filmati ad altri computer in Rete) sono state puntualmente tracciate consentendo a Guardia di Finanza e Polizia di identificare le persone che - resesi protagoniste del traffico - facevano affidamento sul sostanziale anonimato della loro presenza online.
Nel corso di una conferenza stampa in programma questa mattina presso il Nucleo speciale anticrimine tecnologico delle Fiamme Gialle saranno forniti dettagli sull'intera operazione.

Fonte: http://www.agi.it/
 

E


Pedofilia online: arresti in tutto il mondo

Decine di arresti e migliaia di persone coinvolte in tutto il mondo, e' il bilancio di una maxi operazione contro la pedofilia on line. E' partita da un'indagine della polizia postale di Venezia e che si e' sviluppata in 65 paesi (35 in Europa, 15 in Africa, 16 in Asia, 11 in America, 1 in Australia). Al blitz hanno contribuito anche l'Interpol e l'Europol. L'operazione vede impegnati migliaia di investigatori. 

25 Nov 2004

Fonte: http://www.giornale.it/
 

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