|
Sequestrati in
Italia 365 siti illegali di scommesse online
Articoli di approfondimento su tematiche inerenti al mondo ICT,
Internet e webmaster.
a cura di Michele Basso
Trentotto
perquisizioni su tutto il territorio nazionale e 365 siti web
italiani sequestrati: è il risultato dell'operazione "17 sulla ruota
di Internet", compiuta dalla Guardia di Finanza contro il gioco
d'azzardo on line.
Nel corso dell'operazione, secondo quanto informa un comunicato
della Guardia di Finanza, sono state compiute 38 perquisizioni sul
territorio nazionale, denunciate una cinquantina di persone e
sequestrati 365 siti web.
A finire nel mirino degli investigatori, oltre ai proprietari dei
siti incriminati, sono stati anche coloro che pubblicizzavano
servizi per puntare illegalmente attraverso la rete.
Solo a Roma sono stati bloccati 250 siti. Nel Centro Italia,
sequestri sono stati effettuati a Campobasso, L’Aquila, Benevento e
Termoli. In Lombardia sono state eseguite perquisizioni a Garbagnate
(Mi), Pozzuolo Martesana (Mi), Brescia, ed Erba (Co): denunciati
complessivamente 5 soggetti.
Il comandante delle unità speciali, Virgilio Ciccò, ha dichiarato:
"non sono emersi indizi di criminalità organizzata. Si tratta di
singoli, spesso impegnati in altra attività lavorativa e che con
questo espediente pensavano di guadagnare denaro facilmente".
Segue il comandante del Nucleo Speciale Frodi Telematiche: "I
soggetti sono persone normali, il nostro vicino di casa, immaginiamo
qualcuno che ha un'altra attività lavorativa e che magari crede di
poter arrotondare, guadagnare qualcos'altro e, perché no?, di farlo
alle spalle di tutti i soliti immancabili fanatici del gioco
d'azzardo".
In tutto, i 52 denunciati rischiano l’arresto da 3 mesi a un anno e
un’ammenda minima di 516 euro per aver violato la legge 401 dell’89,
quella che disciplina giochi e scommesse clandestine.
All'indagine hanno lavorato le procure di Arezzo, Bassano del
Grappa, Benevento, Bologna, Brescia, Castrovillari, Campobasso,
Como, Foggia, Forlì, Genova, Latina, L'Aquila, Lecce, Livorno,
Matera, Milano, Modena, Oristano, Ravenna, Reggio Calabria, Rieti,
Rimini, Roma, Sanremo, Terni, Treviso, Trieste, Udine, Velletri e
Verona.
Fonte:
http://www.webmasterpoint.org/
Sarà l'Inghilterra la nuova Mecca dei casinò online
di Luca Castelli
Il mondo è bello perché è vario. Può
capitare che nello stesso continente ci sia un paese che si schieri
violentemente contro il gioco d’azzardo su Internet, forgiando leggi
restrittive e blindando la Rete, mentre un altro accolga a braccia
aperte il poker e i casinò online, puntando sui conseguenti introiti
fiscali.
Il primo paese è l’Italia. Dall’inizio del 2006 il gioco d’azzardo
sul Web è diventato sinonimo di male assoluto. Per proteggere
l’anima e il portafoglio dei cittadini, oltre cinquecento siti
internazionali sono stati bloccati dai provider su indicazione dei
Monopoli di Stato, in seguito a un controverso provvedimento incluso
nell’ultima Finanziaria.
I siti italiani sono invece diventati bersaglio delle Fiamme Gialle,
che a metà maggio hanno portato a termine una massiccia operazione
battezzata “17 sulla ruota di Internet”: decine di perquisizioni,
oltre cinquanta denunce, più di trecento i siti sequestrati
(compresi quelli che offrivano pubblicità a scommesse non
autorizzate).
La ferrea posizione del nostro paese nei confronti del gioco su Web
è molto simile a quella degli Stati Uniti, dove i casino online sono
assolutamente fuorilegge (ma dove i cittadini continuano a
scommettere come se niente fosse sui siti internazionali).
Ben diversa è la situazione in Gran Bretagna. Lì la scommessa è
praticamente una religione: manca poco che non si arrivi a puntare
sul colore dei cappellini indossati dalla regina Elisabetta o sul
giorno in cui avverrà il prossimo scandalo riguardante Kate Moss.
E visto che i contributi fiscali derivanti da questa abitudine
nazionale sono una manna per le casse del Regno (circa 2 miliardi di
euro ricevuti nel 2004 solo dalle scommesse online), il governo ha
deciso di mostrarsi generoso anche con tutte le altre forme di gioco
d’azzardo telematico.
Secondo Business Week, dal 2007 la Gran Bretagna sarà quindi il
primo paese dell’Occidente tecnologico e sviluppato a legalizzare
completamente i casinò online. Già oggi alcuni dei maggiori sono
quotati alla Borsa di Londra (Sporting Bet, Party Gaming, 888), pur
mantenendo sede legale e operativa nei classici paradisi fiscali,
tipo Antille Olandesi e Gibilterra.
Difficile pensare che la novità spinga i big del settore a
traslocare in massa in riva al Tamigi, dove sarebbero di certo
costretti a pagare più tasse. Più probabile (e auspicato dal governo
di Londra) che la liberalizzazione del gioco online favorisca la
nascita di nuove realtà autoctone, che potrebbero offrire al
pubblico un migliore supporto tecnico (è più facile trovare uno
sviluppatore di software a Londra che non a Tuvalu) e una maggiore
credibilità e garanzia di sicurezza.
Fonte:
http://www.lastampa.it/
|