Speciale Longhorn, il successore di XP
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La prossima versione di Windows non sarà pronta per almeno due anni, ma sta già prendendo forma...


È stato possibile dare un'occhiata a una versione pre-beta circolante su Internet del successore di Windows XP, nome in codice Longhorn. Anche se Microsoft non ha mai rilasciato commenti sul futuro prodotto, i pezzi grossi della società come Bill Gates e Steve Ballmer hanno fornito più volte corposi indizi su Longhorn. In numerosi keynotes e discorsi pubblici la coppia sul ponte di comando di Microsoft ha promesso un sistema operativo totalmente rinnovato costruito su un nuovo file system in grado di dare all'utente una singola via per raggiungere i dati, a prescindere da come siano stati creati o da dove risiedano, su un pc o nella rete aziendale. Il nuovo file system non era implementato nella versione pre-beta analizzata, ma Microsoft ha da anni in cantiere il progetto di utilizzare il suo SQL Server Database come file system per una futura versione di Windows. Operazione tutt'altro che semplice mai tentata da altri produttori di sistemi operativi, ma che offre un potenziale immenso, quello di poter trovare istantaneamente qualunque tipo di dato senza preoccuparsi di dove sia fisicamente memorizzato.

La build 3683 di Longhorn conteneva però alcune intriganti variazioni nell'interfaccia, la maggior parte ancora in fase di costruzione, ma sufficienti a indicare la direzione presa da Microsoft nello sviluppo di Windows. Il più interessante è un elemento del desktop completamente nuovo chiamato sidecar che permette di posizionare gli oggetti più usati, la barra delle applicazioni, le applicazioni da poco usate e l'orologio in una finestra verticale trasparente posizionabile indifferentemente sul lato destro o sinistro dello schermo. Stranamente la pessima e inusabile start page è sempre presente in forma più o meno modificata.

Doppio desktop 

Uno degli elementi opzionali della nuova sidebar permette la commutazione fra desktop virtuali multipli, una caratteristica standard delle interfacce grafiche di Linux ma disponibile in ambiente Windows usando dei driver grafici o delle utility speciali di terze parti. Usando il modulo desktop manager di sidebar si possono trascinare applicazioni attive da un desktop a un altro, permettendo l'uso simultaneo di più programmi con minore confusione sullo schermo. Un nuovo tema, chiamato plex, permette di avere tutte le finestre con uno stile arrotondato, mentre una versione completamente rifatta della finestra delle proprietà dello schermo, non ancora terminata, sembra uguale a quella di OS X di Apple.
Resta comunque da vedere come tutte queste modifiche saranno in grado di aiutare gli utenti a trovare programmi, e-mail o dati via web più facilmente, oppure come verranno integrati nel nuovo file system.

Anche la presunta data di arrivo di Longhorn resta un mistero, a cui è legato l'arrivo di altre versioni intermedie di Windows. L'ultima dichiarazione di Bill Gates posizionava il nuovo sistema operativo dopo la consegna della prossima versione di SQL server, nome in codice Jukon, prevista per la metà del 2004, che incorporerà il file system da utilizzare con Longhorn. Tenendo conto della complessità sempre crescente di questi progetti, ben difficilmente Longhorn vedrà la luce prima del 2005.
Saranno quindi passati quasi quattro anni dal debutto di Windows XP, un vuoto lungo un'eternità e milioni di dollari di mancati introiti per una società abituata a produrre un nuovo sistema operativo per desktop ogni anno. Con Linux e OS X di Apple in continuo miglioramento, gli analisti di mercato danno per scontato l'arrivo di una versione intermedia di Windows, diciamo un XP Seconda Edizione. 

Microsoft ha una lunga storia di rilasci di sistemi operativi intermedi contenenti pezzi selezionati creati per la versione successiva spesso arricchiti da nuove applicazioni e supporto per il nuovo hardware uscito sul mercato.
Resta da vedere se questa versione pre-Longhorn sarà vincente come Windows 98SE oppure una meteora come Windows 98 ME. 

Longhorn Milestone Five è la più recende delle versioni beta reperibili sul web del nuovo sistema operativo di Microsoft, utile per rendersi conto dei cambiamenti che la prossima generazione di Windows offrirà agli utenti. Non sarà pronto prima di un anno, ma Longhorn offre già sostanziali cambiamenti nell'interfaccia e nell'architettura del sistema. La più recente roadmap della società di Redmond prevede che entro la primavera dell'anno prossimo verrà rilasciata la Beta 1 e la Beta 2 a seguire, quindi nel 2005 sono previste Release Candidate e la versione definitiva, cioè la RTM (Release To Manufactorer).
 
Longhorn, o qualunque sarà il suo nome commerciale, si articolerà nelle due versioni Base e Premium, che dovrebbero di fatto soppiantare gli attuali Windows XP Home Edition e Professional. Potrà inoltre contare su una nuova interfaccia e un nuovo file system completamente diverso da FAT e NTFS (che quindi ne decreterà l'abbandono) basato su tecnologia SQL (WinFS). In questo modo il motore di gestione dei file permetterà di amministrare in modo del tutto trasparente le risorse, sia che esse risiedano in locale sia che siano in remoto via rete o Internet. Le novità comprenderanno anche un nuovo linguaggio, le funzionalità Tablet PC integrate e le funzioni di Office 12 in modalità nativa per assicurare una resa ottimale con il nuovo file system. Tra le altre innovazioni che caratterizzeranno Longhorn figurano un supporto più efficiente per il networking (per rilevare in automatico le periferiche raggiungibili e gestire gli ambiti di connessione), per il wireless, per la sincronizzazione automatica tra più periferiche (PDA e telefonino) e per la sicurezza, con log-in sicuri anche via HTTP e la gestione delle preferenze personali anche in modalità remota.

INSTALLAZIONE INTELLIGENTE
Ma a parte le inevitabili innovazioni e i miglioramenti sull'architettura, la prima rivoluzione percepibile riguarda la procedura di installazione, più semplice e agevole poichè non richiede nessun intervento da parte dell'utente, se non l'inserimento della chiave alfanumerica. Per la precisione, nella prova è stata utilizzata la versione XP Professional build 4015 (identificata come Version 2003 nelle proprietà del sistema) che dispone del Windows Preinstallation Environment (WinPE), un sistema operativo vero e proprio che si occupa di tutte le operazioni di installazione. Durante il test è stato aggiornato un sistema già dotato di Window XP Professional: sono stati necessari circa 30 minuti per completare l'operazione, ma al termine le impostazioni personali e i software già presenti non sono stati mantenuti e quindi è stato indispensabile configurare nuovamente Longhorn.

Al termine dell'installazione si entra in contatto con la nuova interfaccia, che nella build 4015 prende il nome di plex. Si tratta di una versione ancora più arrotondata e curata del tema grafico introdotto con Windows XP ed è caratterizzata dalle colorazioni azzurro e blu (in tonalità differenti) e dai bordi delle finestre ancora più arrotondate. L'altro elemento interessante dell'interfaccia è la Sidebar, una barra laterale che comprende diversi elementi configurabili dall'utente. Se attivata provoca la riduzione dello spazio occupato dalla barra del menu Start, che diventa molto sottile ed è sufficiente solo per ospitare i collegamenti agli applicativi attivi, mentre sulla Sidebar si trovano la lista dei programmi utilizzati più di recente, il nuovo orologio con il logo di Longhorn, lo strumento di ricerca, le informazioni e le icone tipicamente posizionate di fianco all'orologio di sistema, il menu di avvio veloce, il cestino, il software di sincronizzazione e uno slideshow, ovvero una sequenza di immagini dalle dimensioni ridotte che si susseguono per rallegrare il desktop. 

LA SECONDA BARRA 
La Sidebar può essere posizionata sul lato destro, sopra la barra del menu Start oppure si può decidere di incorporarle e lasciarle nella zona destra del desktop. Siccome la nuova barra occupa circa un quinto dello spazio visibile, si può anche attivare la possibilità di nasconderla quando non viene utilizzata. La nuova interfaccia strutturata in questo modo rappresenta un'evoluzione di quella attuale nella direzione di rendere più agevole ed efficiente l'interazione con il sistema operativo. Nella prova, però, malgrado la facilità d'uso assicurata e la possibliità di accedere rapidamente alle risorse di Longhorn, ha rallentanto pesantemente le prestazioni complessive.

Il sistema di prova (un notebook con Pentium III a 450 MHz assistito da 320 megabyte di RAM) nel passaggio da Windows XP Professional a Longhorn XP Professional ha subito penalizzazioni in termini di tempi di risposta e stabilità complessiva del sistema (diversi crash della shell grafica). Ancora, le interminabili operazioni sul disco fisso hanno provocato sensibili rallentamenti e il reparto grafico è apparso appesantito dai molteplici effetti grafici. Longhorn quindi richiede un hardware piuttosto recente e in grado di offrire prestazioni adeguate, soprattutto in termini di potenza 2D e di quantità di RAM. Inoltre, benchè l'interfaccia sia stata strutturata per assicurare un'efficienza d'uso superiore, nella prova non ha brillato in termini di facilità poichè ha richiesto diverso tempo di adattamento e qualche difficoltà nel reperimento dei comandi.

BELLA MA NON TROPPO
Ovviamente, come in tutti passaggi generazionali, si rimane un po' storditi dalle novità, ma in questo caso è risultata piuttosto complessa l'interazione con le nuove finestre, differenti da quelle attuali e che nella parte superiore incorporano le informazioni sui file e directory e nella zona a destra ospitano i filtri di ordinamento e le funzioni di ricerca. Infine, i menu contestuali comprendono ora un maggior numero di operazioni eseguibili sugli oggetti, e per gestire il multimedia Microsoft ha cercato di creare un catalogo per gestire i contenuti audio e video, ovvero un collegamento unico che si occupa di reperire le immagini, i brani e i filmati presenti sul sistema.

Nel menu Start trovano inoltre posto i collegamenti alla cartella destinata a contenere i giochi e quella dei contatti, che permette di personalizzare la rubrica con la fotografia della persona e di gestire gli utenti in simbiosi con MSN Messenger.
Gli strumenti di manutenzione e configurazione del sistema sono rimasti per il momento sostanzialmente gli stessi, come il pannello di controllo, il gestore delle periferiche e l'utility di ripristino, anche se alcuni interventi marginali sono stati apportati soprattutto per rendere più facile e intuitivo l'accesso alle opzioni. Putroppo, la build 4015 non disponeva del file system basato su SQL, perciò è stato necessario utilizzare l'ormai consolidato NTFS, mentre i driver di Windows XP hanno funzionato senza problemi. 
 

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Microsoft toglie i primi veli su Windows Longhorn

La prossima versione di Windows (nome in codice Longhorn), avrà una grafica molto più ricca ed esigerà maggiori risorse hardware. In questo modo Microsoft cerca di rilanciare il mercato dei Pc, ma anche di controllarlo maggiormente 

Durante la 12a edizione della WinHEC (Windows Hardware Engineering Conference), che si è svolta la scorsa settimana a New Orleans, Microsoft ha rivelato numerosi dettagli della prossima versione di Windows, la cui uscita è prevista tra la fine del 2004 e l'inizio 2005. 

Longhorn (già conosciuto con il nome in codice Avalon) si caratterizza principalmente per un'interfaccia grafica particolarmente sofistica (Aero), che ricorda molto quella di Mac OS X. Basata su DirectX9, Aero necessita, com'è lecito attendersi, molta capacità di calcolo e notevoli risorse hardware a causa della nuova architettura 3D dell'interfaccia stessa, che gestisce finestre totalmente indipendenti l'una dall'altra. Un'autentica manna per i produttori di processori 3D come ATI o Nvidia che, infatti, erano presenti in grande stile alla conferenza di New Orleans. 

Con Longhorn, Microsoft fornirà, per la prima volta, un insieme di driver per gestire l'audio dei Pc tramite la sua Universal Audio Architecture, una soluzione che supporterà, di default, le periferiche audio USB, Firewire e Azalia (il prossimo processore Intel dedicato alle funzioni audio). 

Anche il sistema di gestione dei file di Windows è stato interamente rivisto. NTFS, il sistema di gestione dei file dell'hard-disk, sarà sostituito da WinFS (Windows Future Storage), che è anche al centro della prossima versione di SQL Server 2003, prevista per quest'estate. I file saranno indicizzati e il loro accesso sarà più rapido. 

La nuova versione di Windows - tramite Palladio o, più esattamente, NGSCB (Next Generation Secure Computing Base) - punterà anche molto sulla sicurezza. Quattro i pilastri di questa nuova architettura: una certificazione che riconoscerà l'identificativo del Pc e le applicazioni presenti; la protezione delle informazioni tramite il crittaggio dei dati; l'isolamento dei processi e la protezione delle interfacce di entrata-uscita (tastiera, mouse, porte USB, monitor, ecc.), attraverso un meccanismo di firme digitali incrociate. 

L'introduzione di NGSCB ha già sollevato numerose polemiche (vedi l'articolo di Paolo Attivissimo), perché, come appare evidente, oltre a rendere più sicuri i Pc di prossima generazione, Palladium potrà anche renderli meno controllabili da parte dell'utente, in definitiva, meno democratici, soprattutto meno aperti a software e hardware non certificato. Da Microsoft, presumibilmente.
 

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