Inserito il 3 Giugno 2006
 

Rifiuti elettronici e dati sensibili

 

      

Rifiuti elettronici
 
Quei segreti negli hard disk non ripuliti
Sono tantissimi i documenti personali »dimenticati» nella memoria dei computer gettati o venduti. E la privacy rischia
 
SILICON VALLEY
- Capita talvolta che la gente, prima di buttare via il pc e le flash memory, dimentichi di cancellare i propri dati personali.

Il risultato è che i futuri acquirenti o le aziende di intermediazione, rovistando nei dischi fissi, trovano letteralmente di tutto: rubriche telefoniche, mailing list, video amatoriali, materiali porno, numeri di carta di credito.

Segreti individuali, imbarazzi collettivi, numeri e dati che svelano coordinate bancarie e particolari intimi della vita privata degli ex possessori.
 
UN ESPERIMENTO – Parola di Disklabs, azienda specializzata in recupero dati che ha recentemente acquistato 100 computer e 50 memory cards ritrovandosi tra le mani intere agende, curricula vitae e ogni tipo di segreto.

In un altro esperimento – come racconta Silicon.com – sono stati analizzati 1000 pc di seconda mano riscontrando nel 70 per cento dei casi hard disk o flash memory colme di documenti pornografici.
 
DIRETTIVA WEEE – E infatti sta emergendo la necessità di un codice deontologico come dimostra la Waste Electrical and Electronic Equipment Directive, che non solo di smaltimento corretto di rifiuti elettronici si occupa ma anche di regole etiche circa il riciclo responsabile.

Dimenticarsi di ripulire la memoria del pc può costare molto in termini di privacy, senza contare che una gestione disinvolta dei computer di seconda mano può mettere in pericolo i minorenni, che rischiano di imbattersi in contenuti violenti acquistando un apparecchio di seconda mano.

Proprio su questo fronte esistono aziende specializzate nella fornitura non-profit di computer al sud del mondo, come la Computer Aid International , che si fanno carico anche dell’aspetto privacy.

Senza contare che qualcuno, inciampando nei dati altrui, potrebbe essere tentato di lucrarci sopra.
 
Emanuela Di Pasqua
 

Fonte: http://www.corriere.it/
 

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