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Un virus nella email di Jackson suicida

Giugno  2005

Fans di Jacko e curiosi di tutto il mondo state attenti: l'email su Michael Jackson è una cyber-beffa. Negli ultimi giorni ha fatto la sua comparsa in rete un messaggio di posta elettronica che riporta un presunto tentativo di suicidio da parte della star di Moonwalker. Nel corpo della messaggio si legge che Jackson, in attesa della sentenza al processo che da tempo lo vede come imputato, avrebbe tentato di togliersi la vita.
A parte le smentite d'obbligo sulla vicenda, alcune tra le principali società produttrici di software antivirus hanno già comunicato che l'email altro non è che un espediente utilizzato per diffondere un virus per computer. Il messaggio è facilmente riconoscibile, in quanto riporta come oggetto "Re: Suicidal attempt", mentre nel corpo della mail appare un link ad un sito web. Se cliccato, il collegamento apre una nuova finestra del browser, caricando un sito che contiene un codice malevolo, capace di installarsi sul Pc dell'ignaro utente. Carole Theriault, consulente di sicurezza della società Sophos, ha dichiarato: "Se cliccate il link, il sito web mostra un messaggio in cui dice che il traffico è eccessivo, cosa che potrebbe non sorprendere i navigatori convinti che la pagina contenga notizie dell'ultima ora su Michael Jackson". Sempre da Sophos fanno poi sapere che il codice introdotto nel Pc è quello di un virus di tipo Trojan horse, già ribattezzato Troj/Borobt-Gen. Come sempre, il consiglio per i navigatori è quello di prestare molta attenzione prima di aprire una email di cui non si conosce il mittente, e di installare un software antivirus sempre aggiornato.

Fonte: http://www.jugo.it/

Germania, arrestato il creatore di Sasser
Il virus informatico ha colpito oltre 18 milioni di computer nel mondo

Confessa un giovane di 18 anni. Fa il programmatore ed è originario della Bassa Sassonia. Catturato a Rotenburg

BERLINO - È stato arrestato in Germania il creatore del virus informatico Sasser, che nei giorni scorsi è dilagato via Internet mettendo in crisi milioni di computer in tutto il mondo: si tratta di un giovane programmatore di soli 18 anni, originario della Bassa Sassonia. Lo ha reso noto un portavoce della polizia tedesca. La cattura è avvenuta a Rotenburg, nel nord del Paese e il ragazzo ha confessato. Il portavoce delle forze dell'ordine per il momento non ha voluto divulgare dettagli, tranne che l'arresto risale in realtà a venerdì.

LE INDAGINI - Secondo il settimanale «Der Spiegel», venerdì pomeriggio agenti della polizia criminale della Bassa Sassonia e funzionari della procura di Hannover hanno effettuato perquisizioni nella casa dei genitori del giovane, sequestrando ingente materiale utile alle indagini. Lo stesso giovane tedesco sarebbe responsabile anche della creazione e della diffusione dell'altro virus informatico Netsky.ac, propagatosi fra lunedì e martedì scorsi. Alle ricerche hanno partecipato anche esperti americani di Fbi e della Cia. In un primo tempo, afferma la rivista di Amburgo, gli inquirenti e gli esperti ritenevano che il responsabile si trovasse in Russia.

I DANNI - Sasser ha cominciato a colpire il 1 maggio, e in meno di una settimana si stima che abbia infettato oltre diciotto milioni di computer nel mondo, costringendo tra l'altro molte imprese a bloccare le attività per poter procedere alla pulizia delle reti e all'installazazione di protezioni specifiche. Anche se la sua pericolosità è stata contenuta, Sasser risulta particolarmente insidioso perché sfrutta alcune falle nei sistemi operativi Microsoft, Windows 2000, Windows Server 2003 e Windows Xp, che vanno corrette con le opportune «pezze» disponibili online. Tra le sue «vittime» ci sono state la Commissione Europea, il tribunale di Milano, il sistema computerizzato centrale della magistratura spagnola, i servizi postali di Taiwan, il centro di controllo del traffico ferroviario in Australia e varie banche finlandesi. La diffusione del virus è considerata la terza per gravità nel 2004, dopo quelle di «MyDoom.A» in gennaio e di «Bagle.B» il mese seguente.

8 maggio 2004 - Corriere.it

Doomjuice.B, ecco il nuovo pargolo di casa MyDoom
di Giacomo Dotta
12/02/2004

La saga MyDoom non trova termine: è da oggi segnalata la presenza del nuovo Doomjuice.B, la prima variante del worm che va in cerca delle macchine infettate da MyDoom.A per rilanciare l'attacco al sito Microsoft.

Figlio di Doomjuice, nipote di MyDoom.A e MyDoom.B: si accresce di un nuovo pargolo la famiglia del noto worm che ha messo in ginocchio nei giorni scorsi una quantità di macchine mai registrata prima in Rete. La nuova variante del worm è W32/DoomJuice.B, e nel mirino avrebbe nuovamente il sito Microsoft.

Caratteristica peculiare del nuovo worm è la casualità di un parametro quale gli header HTTP: aggiungendo tale varianza alle caratteristiche del virus risulta più difficile un'operazione di filtraggio preventivo dei file maligni aumentando per logica conseguenza le possibilità del contagio.

Il worm può propagarsi via mail o tramite canali peer-to-peer e come il suo predecessore sfrutta una backdoor aperta da MyDoom.A per lanciare attacchi al sito Microsoft. La porta in questione è la ormai nota 3127, i cui contatti in rete sono in esponenziale aumento nelle ultime ore (fonte: SANS). L'attacco a Microsoft è previsto a partire dal 13 Febbraio in avanti, con un continuo scan su IP casuali alla ricerca di macchine infette da MyDoom.A da attivare.

Mai come ora è necessario dunque aggiornare a cadenza quotidiana il proprio antivirus, oppure seguendo da vicino il progredire degli eventi tramite le apposite segnalazioni di sicurezza.html.it.

Fonte:
http://webnews.html.it/

La tecnologia antivirus raggiunge i chip

Intel e AMD integrano sistemi antivirus nei propriprocessori, in attesa che Windows XP renda possibile attivarli

a cura di Salvatore Romagnolo

[09/02/04] Uno dei sistemi più utilizzati dai virus di recente diffusione per danneggiare i computer su cui sono (sgraditi) ospiti è il cosiddetto "buffer overflow", sostanzialmente un modo di attaccare i sistemi di tutela di un computer stressandoli e rendendoli in operativi con ripetuti attacchi e, contemporaneamente, infettando il Pc.
Secondo una ricerca condotta in parallelo da Microsoft e AMD, gran parte degli attacchi virus scoperti nel 2003 sarebbero stati inoffensivi se vi fosse stata una tecnologia in grado di annullare gli effetti del buffer overflow; addirittura il colosso di Redmond avrebbe potuto risparmiarsi la diffusione di circa la metà degli update per Windows diffusi negli ultimi 12 mesi.

Per questo motivo AMD ha sviluppato una tecnologia, chiamata Execution Protection, in grado di impedire i buffer overflow. Durante una recente presentazione al CES, un portavoce del celebre produttore di chip ha spiegato il suo funzionamento: l'Execution Protection consente solamente la lettura dei dati presenti nei buffer, rendendo vano il loro effetto dannoso. "Negli attuali processori qualsiasi codice presente nel memory overflow può essere eseguito – ha affermato – "con il nostro sistema, i dai sul buffer sono disponibili in sola lettura e non possono essere eseguiti; non appena si spegne il Pc, quindi, i dati dannosi sono cancellati senza produrre alcun dolo".

Attualmente l'Execution Protection è già presente negli Athlon 64, il modello di punta della linea di processori AMD. La tecnologia, tuttavia, non è ancora disponibile e operativa. Il sistema operativo, infatti, non consente di attivarla e gli utenti dovranno attendere fino al rilascio del Service Pack 2 (previsto per la tarda primavera) per Windows XP per vederla in funzione. Per comprensibili questioni di marketing, inoltre, è probabile che la tecnologia di AMD avrà una nuova denominazione più comprensibile per i consumatori.

Dal canto suo, Intel sta adottando una soluzione simile, ben intenzionata a non lasciare al concorrente alcun vantaggio commerciale. Secondo i piani del colosso del silicio, rivelati dai costruttori di Pc e tuttora non confermati dall'azienda, la tecnologia anti-buffer overflow dovrebbe essere presente sui processori Prescott, una versione deluxe dei Pentium 4 attesa per i primi mesi del nuovo anno.
In ogni caso, il progressivo affiancamento delle funzioni antivirus software e hardware è sicuramente una buona notizia sia per i consumatori che il settore IT. Il problema della sicurezza, infatti, sta diventando sempre più emergente e inizia a pesare molto sui bilanci delle aziende dell'intero comparto.


Fonte: http://www.unonet.it/default.asp

 

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