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Top
five dei cervelloni
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Nome |
Produttore |
Dove si
trova |
Potenza Max |
A cosa
serve |
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1 |
Earth
Simulator |
Nec |
Tokyo
(Giappone) |
40
teraflops |
Studi
sul clima e sui terremoti |
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2 |
Asci-White |
IBM |
Livemore
Labs (USA) |
12
teraflops |
Simulazioni
3D sell'efficienza e sugli effetti delle armi nucleari |
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3 |
TCS |
HP |
Pittsburgh
(USA) |
4
teraflops |
Simulazioni
sulle proteine |
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4 |
TERA |
HP |
Parigi
(Francia) |
4
teraflops |
Simulazioni
su nuove forme di energia, solare e a idrogeno, e studi sulle proteine |
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5 |
SP
Power 3 |
IBM |
Berkeley
(USA) |
3
teraflops |
Studi
sugli enzimi e sulle collisioni di particelle |
8000 giga
Presto i processori diventeranno obsoleti in meno tempo di quanto si possa immaginare.
Tutte le industrie si stanno dando battaglia per poter spremere piu'potenza dai propri prodotti,non facciamo in tempo a vedere sul mercato un modello che sembra aver raggiunto il massimo delle prestazione, che ecco che arriva la news che e' in commercio un processore piu' potente.
Sembra che una industria Israeliana la "Lenslet" abbia sviluppato un nuovo processore Enlight 256, che sviluppando la tecnologia ottica riesca a ad ottenere dai propri processori una risposta di 8000 Ghz.
Se questo e' vero ed i costi arrivino alla portata di tutti non riesco ad immaginarmi gli sviluppi che si possano ottenere nei prossimi anni.
http://www.pc-facile.com/news.php?n=13046
Big Mac: un supercomputer economico
Se il costo medio di un supercomputer si aggira intorno ai 100 milioni di dollari, docenti e studenti del Virginia Tech hanno costruito uno dei più potenti supercomputer del mondo al costo di soli 5 milioni di dollari
Il potentissimo sistema casalingo è stato realizzato accostando 1.100 nuovissimi tower G5 di Apple. È in grado di calcolare 17,6 trilioni di operazioni al secondo, con una capacità totale di storage di 176 terabyte. Ogni singola macchina G5 è dotata di un biprocessore da 2GHZ con 4GB di memoria, molto veloce quindi di per sé.
La rete è stata realizzata con 2.900 cavi e funziona ad una velocità 100 volte superiore a quella di una media rete aziendale.
Ma, il problema nel realizzare un qualsiasi supercomputer è la stabilità.
Srinidhi Varadarajan, architetto a capo del progetto, ha dovuto compilare un programma speciale, chiamato Déjà Vu, per garantire che, se una singola macchina si fermasse in fase di calcolo, perdendo settimane o mesi, un altro computer sia in grado di riprenderne il lavoro.
Il supercomputer, chiamato ufficiosamente Big mac, è stato costruito in soli tre mesi. Dall'inizio, si sono posti importanti problemi risolvibili solo con interventi allinterno e intorno alledificio. 1.100 macchine in funzione in uno spazio di 280 metri quadri elevano la temperatura a oltre 100 gradi Fahrenheit (38 gradi Celsius). La temperatura è talmente elevata che le normali unità di condizionamento avrebbero prodotto correnti daria di 95 km orari. Sono state quindi costruite speciali unità di condizionamento che convogliano acqua fredda nellimpianto.
Sono due i refrigeratori, ognuno con una capacità di raffreddamento di 125 tonnellate, e pompano circa 2800 litri al minuto. L'acqua ha una temperatura di circa 45 gradi Fahrenheit.
Il rifornimento di corrente elettrica è stato un altro enorme problema: il supercomputer ha bisogno della stessa quantità di energia elettrica di circa 3000 abitazioni che abbiano un consumo medio.
All'inizio di settembre sono arrivati i primi G5 che i tecnici si sono affrettati a installare. Una rapida installazione si è resa necessaria per via della scadenza del progetto, fissata per ottobre dalla National Science Foundation.
Il mancato rispetto della data di scadenza avrebbe comportato lesclusione immediata dai progetti della NSF, con la perdita della possibilità di accedere ai fondi disponibili per la ricerca scientifica, ovvero centinaia di milioni di dollari allanno.
Secondo Varadarajan, un sistema di tali dimensioni trova la propria migliore applicazione in ciò che si definisce ricerca scientifica ad alta tecnologia, nelle simulazioni, modelli, sistemi computazioni ingegneristici, nanoelettronica.
Il Virginia Tech ha probabilmente rivoluzionato il mondo del supercomputing, creando un modello di facile riproducibilità. Ha inoltre creato e reso disponibile per altri enti e organizzazioni una documentazione su tutte le fasi del processo.
Marta Bricco
Il supercomputer fatto in casa che sfida i giganti
Con una potenza di calcolo che supera i 7 trilioni di operazioni al secondo, il supercomputer costruito dal Virginia Polytechnic Institute ha conquistato il quarto posto nella classifica dei computer più veloci del mondo. Composto da 1.100 Apple Macintosh, è stato assemblato in un mese, al costo di “soli” 5 milioni di dollari.
di Luca de Leone
“Quando hai un budget ridotto, sei costretto a prenderti dei rischi” ha spiegato Srinidhi Varadarajan, uno degli scienziati leader del progetto del Virginia Polytechnic Institute, che ha dato vita ad un supercomputer in grado di rivaleggiare, in termini di velocità di calcolo, con i principali supercomputer americani e giapponesi. Rischi che, visti i risultati, hanno dato degli ottimi frutti.
Il supercomputer, costruito nel giro di un mese dagli scienziati e dagli studenti dell’Istituto americano, assemblando insieme 1.100 computer Apple Machintosh usati, sarà presto inserito nella classifica dei pc più potenti del mondo a solo una posizione dal terzo posto del podio. Grazie ad una potenza di calcolo pari a 7.41 trilioni di operazioni al secondo, infatti, questo computer “fatto in casa” è superato solo da tre giganti: il Japanese Earth Simulator capace di eseguire 35.8 trilioni di operazioni al secondo, una macchina del Los Alamos National Laboratori dedicato al design delle armi militari, e un sistema composto da una serie di microprocessori Intel Pentium 4 del Lawrence Livermore National Laboratories, in grado di svolgere 7.63 trilioni di operazioni al secondo.
Il vantaggio che il supercomputer del Virginia Institute può vantare rispetto agli altri tre è il suo bassissimo costo di produzione, che ha di poco superato i 5 milioni di dollari. Cifra molto inferiore rispetto ai 250 milioni di dollari spesi per il simulatore giapponese, o i 15 milioni del sistema di Lawrence Livermore, ai quali si devono aggiungere i diversi anni che sono stati necessari per completarne la costruzione.
“Stiamo dimostrando – aggiunge Hassan Aref, preside della School of Engineering at Virginia Tech in Blacksburg, Va – che è possibile costruire una macchina dalle altissime prestazioni spendendo fino a un decimo delle cifre spese attualmente per i supercomputers”.
I costi bassi dell’operazione sono stati resi possibili soprattutto grazie alla disponibilità degli studenti e dagli scienziati dell’Istituto americano, che hanno ricevuto in cambio delle lunghe ore di lavoro rispettivamente pizza e biglietti gratuiti per vedere le partite di football.
Apple non può che ritenersi soddisfatta del progetto, che gli consente ora di riproporsi con forza su quel mercato dei pc che l’aveva vista perdere il confronto, soprattutto in termini di velocità di calcolo, con altri colossi come
Intel.
Nuovo record per i supercomputer Linux
La palma di supercomputer Linux più veloce al mondo è passata di mano ed è ora di un laboratorio americano per l'energia che adotta un cluster di server basati su Itanium 2. Il mostro è in grado di eseguire oltre 11 Teraflops*
Richland (USA) - Con i suoi 2.000 processori Itanium 2 e una capacità di calcolo i 11,8 Teraflops il supercomputer del Department of Energy's Pacific Northwest National Labs (PNNL) ha conquistato la vetta nella classifica dei mostri del calcolo basati su Linux, posizione prima occupata dal Evelocity, un supercomputer da 11,1 Teraflops installato presso il Lawrence Livermore National Lab.
Il sorpasso è stato possibile grazie ad un cospicuo aggiornamento del cluster di server del PNNL, basato in precedenza su 1.400 CPU Itanium 2 e in grado di eseguire 6,2 teraflops. Il nuovo supercomputer, la cui infrastruttura hardware è stata sviluppata da HP, adotta processori a 1,5 GHz e 7.000 GB di memoria. L'istituto americano, che ha comparato la potenza del nuovo "monster" con quella di circa 12.000 personal computer, afferma che il nuovo supercomputer, il cui costo sfiora i 25 milioni di dollari, rappresenta il più grande sistema basato sull'architettura a 64 bit di Intel.
Il PNNL utilizzerà la nuova potenza di elaborazione per risolvere problemi nel campo delle scienze molecolari, inclusa la chimica, la biologia e la climatologia.
A dimostrazione di come Linux stia divenendo un sistema operativo sempre più diffuso nel mondo dei supercomputer basati su chip Intel o AMD, colossi come Dell, IBM, HP, Fujitsu e Cray hanno già annunciato lo sviluppo, entro i prossimi due anni, di mostri di calcolo basati sul Pinguino con potenza compresa fra i 10 e i 40
teraflops.
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Cosa significa?
a
|
*
Teraflop
La velocità dei computers è stata misurata per anni sulla base di quanti
milioni di istruzioni per secondo (Mips) erano in grado di compiere. Ma
la difficoltà nell'uniformare questo indicatore lo ha reso poco valido.
Oggi, visto che i supercomputer sono dei "macinanumeri" la potenza si
misura in quante operazioni numeriche con la virgola (Floating Point
Operations per Second, o Flops) sono in grado di fare. Si parla
perciò di Megaflops (Mflops), Gigaflops (Gflops) e Teraflops (Tflops):
rispettivamente, milioni, miliardi e migliaia di miliardi di operazioni. |
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