Inserito il: 7 Febbraio 2006
 

Internet su rete elettrica

Di Internet su rete elettrica se ne parla dunque da tempo, in pratica dagli anni ’90 (anche in Italia sono state condotte diverse sperimentazioni a livello locale). Questo tipo di tecnologia funziona portando tramite le reti di comunicazione tradizionali un segnale a banda larga fino a un trasformatore locale, da dove viene poi trasportato agli abbonati appoggiandosi all’infrastruttura elettrica. Ciascun trasformatore, in media, è in grado di servire, tra le 150 e le 250 abitazioni. Un dispositivo chiamato "head-end," installato presso il trasformatore, distribuisce poi il segnale agli utenti finali che devono avere un modem appropriato per poter effettivamente usufruire del servizio.

Da notare che in un report della società New Millennium Research Council (NMRC) si legge come in Europa siano oggi Spagna e Portogallo i Paesi dove esiste il più grande dispiegamento di sistemi di questo tipo e come proprio quei Paesi dove si utilizzano reti elettriche basate su standard a 240 volt siano stati in passato favoriti dal punto di vista dei costi rispetto a quelli che utilizzano gli standard a 120 volt (come ad esempio gli Stati Uniti), i cui trasformatori sono in grado di servirne in media molte meno. Limite che la tecnologia ora sta consentendo di superare.   


Problemi di interferenza

  

Stando alla raccomandazione della Commissione, le autorità di regolamentazione nazionale devono quindi assicurarsi che i fornitori di servizi PLC non siano tenuti a rispettare standard sulle interferenze più severi rispetto a quelli imposti ad altri gruppi tecnologici, come ad esempio i produttori di apparati elettrici. Questo in uno scenario in cui gli oppositori della tecnologia PLC sostengono da tempo che tali sistemi possono causare interferenze e del rumore di linea che quindi deve necessariamente rimanere sotto il livello di emissioni consentito dalle attuali normative. E in effetti la comunicazione su reti elettriche non schermate provoca l’emissione di segnali in radiofrequenza che, se non adeguatamente tenuti sotto controllo, possono interferire con le trasmissioni radio.

I partecipanti a un meeting svoltosi con le autorità nazionali di regolamentazione all'inizio di aprile hanno però espresso concordia sul fatto che le preoccupazioni circa le interferenze non dovrebbero essere sufficienti per far rifiutare da parte delle compagnie elettriche l'accesso alla propria rete da parte dei fornitori di servizi a larga banda. In questo senso, la Commissione sostiene l'esistenza di molti meno problemi a livello di interferenze di quanto non ce ne fossero ai primordi di questa tecnologia e che i rimanenti possono in ogni caso essere superati in modo relativamente semplice.  


All’interno

  

In definitiva sembrano esserci i presupposti per una nuova alba della tecnologia powerline anche sul territorio. Diciamo anche in quanto la trasmissione dati su rete elettrica non riguarda solamente la connessione verso una rete esterna ma può essere utilizzata anche per la creazione di reti locali all’interno di un edificio senza la stesura di cavi aggiuntivi e come alternativa alle infrastrutture wireless. In breve è possibile servirsi una presa elettrica come punto di accesso alla rete al quale va connesso un adattatore in grado di modulare e demodulare il segnale trasportato.
 

L’esperienza oltreoceano

Gli Stati Uniti stanno anch’essi vivendo una nuova giovinezza per quanto riguarda l’utilizzo della rete elettrica come alternativa ai servizi via cavo o di tipo DSL. Questo almeno stando a uno studio di New Millennium Research Council (NMRC) secondo il quale, dopo una ventina di sperimentazioni condotte nel 2004 e altre attese per quest’anno, la banda larga su rete elettrica dovrebbe essere pronta per un lancio commerciale, posizionandosi per una reale crescita.  "La banda larga su tecnologia powerline sta ottenendo sempre più attenzione," spiegano gli analisti. "E diversi esperti suggeriscono che potrebbe essere arrivata l’ora in cui la tecnologia inizi a emergere come possibile concorrente nel mercato”. Le stime parlano di circa 250.000 abitazioni americane che hanno già scelto un servizio di questo tipo.

Da: http://www.nwi.it/  

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