Speciale Wi-fi - Pagina 1 di 2

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Che cos'è il Wi-fi?

WiFi (acronimo di Wireless Fidelity), è uno standard per la creazione di reti locali senza fili. Wireless Local Area Network (WLAN) è una rete locale che utilizza una tecnologia in radio frequenza (wireless) per la trasmissione e ricezione di dati minimizzando l’utilizzo di connessioni via cavo, rendendo così possibile una discreta mobilità. Una WLAN può essere, in alcune situazioni, una valida alternativa alle tradizionali reti LAN cablate (Es.Ethernet) oppure molto spesso una sua estensione.

Una rete WLAN è composta essenzialmente da due tipi di dispositivi:

Access Point (AP)

Wireless Terminal (WT)

Gli access point sono, come dice il nome, dei punti di accesso alla rete e svolgono la funzione di bridge tra la rete wireless e la rete fissa. Ad essi si collegano uno o più wireless client che possono così avere accesso alla rete cablata e/o comunicare tra loro.

Gli AP possono essere implementati in hardware con dei dispositivi dedicati oppure in software utilizzando un PC dotato di scheda di rete e interfaccia wireless.

I wireless terminal possono essere molti tipi di dispositivi quali pc, notebook, palmari, cellulari, ecc…

Una volta collegati alla WLAN, i client possono comunicare con tutti gli host sia della rete wireless che della rete cablata, in modo del tutto trasparente.

Le reti WiFi si basano sullo standardIEEE 802.11b, nato nel 1997 come evoluzione dello standard 802.11 approvato agli inizi degli anni novanta. (IEEE Institute of Elettrical and Electronics Engineers)


LA MAPPA DEGLI HOT SPOT

Clicca qui per vedere la mappa degli Hot Spot aggiornata a Luglio 2005 (Fonte Win Magazine)



Interoperabilità delle reti per rendere disponibile la tecnologia Wi-Fi in tutto il mondo

Marta Bricco - 09-01-2004
Fonte: http://www.vnunet.it/ 

Telecom aderisce alla «Wireless Broadband Alliance», formata da 18 tra i principali operatori di Tlc e fornitori di apparati a livello mondiale. 
Telecom Italia ha aderito alla «Wireless Broadband Alliance», l'associazione internazionale nata per favorire lo sviluppo della tecnologia Wi-Fi in tutto il mondo. Con questa iniziativa, l'azienda intende mettere a disposizione il proprio know how per contribuire alla creazione di un progetto comune tra i principali operatori di Tlc nel mercato dei servizi Wi-Fi, favorendo il roaming internazionale e lo sviluppo di servizi e prodotti di nuova generazione basati su piattaforme tecnologiche uniformi.
La Wireless Broadband Alliance, infatti, è stata costituita per promuovere l'adozione delle tecnologie e dei servizi Wi-Fi in tutto il mondo, sviluppando una struttura commerciale, tecnica e di marketing comune per sperimentare l'interoperabilità delle reti Wi-Fi. A questa associazione partecipano 18 tra i principali player mondiali nel campo del Wi-Fi (operatori, fornitori di apparecchiature e servizi) tra cui BT (Regno Unito), China Netcom (Cina), CSL (Hong Kong), IBM, KT (Corea), Maxis (Malesia), NTT Com (Giappone), PLDT/Smart (Filippine), StarHub (Singapore), TelecomAsia Corporation (Thailandia), Telstra (Australia), T-Mobile US e T-Mobile International.
Complessivamente, la Wireless Broadband Alliance gestisce più di 13.000 hotspot Wi-Fi in tutto il mondo.
Attualmente il servizio Wi-Fi di Telecom Italia è già disponibile sul territorio nazionale in circa 200 «hot spot» (luoghi aperti al pubblico) di grandi dimensioni (aeroporti, alberghi, università ecc.). A questi, entro il 2004 se ne aggiungeranno altri 1.000 dislocati in bar, ristoranti e location minori.

In arrivo i primi fast-food con Wi-Fi pubblico
a cura di Federica Masera

Il 2004 verrà ricordato negli annali, probabilmente, anche per il boom della tecnologia Wi-Fi

[16/02/04]  Negli Stati Uniti è già una realtà soprattutto negli aeroporti e in alcuni centri commerciali; l'Europa è un passo indietro, ma l'ultimo accordo fra BT e McDonald's lascia presagire interessanti novità per il futuro.

Il Gruppo di telecomunicazioni anglosassone BT ha stretto una partnership con la nota catena di fast food per dotare tutti i ristoranti del Regno Unito di connessioni wireless a banda larga. Grazie all'attivazione di questo servizio, pagando un forfait mensile, si potrà accedere al Web con il proprio portatile all'interno dei numerosi McDonald's, senza contare le numerose stazioni ferroviarie e pub già dotati del sistema BT wireless.

BT dispone già di almeno 1700 postazioni in tutto il Regno Unito: McDonald's farà parte così di un network che comprende già Hilton Hotel, Costa Coffee e un buon numero di centri conferenzieri.

Fonte: http://www.unonet.it/default.asp

La prima mappa degli hot-spot italiani

Marta Bricco - 13-10-2003
Fonte: http://www.vnunet.it/

Wireless, la rivista di riferimento della mobile economy italiana fotografa la situazione dei punti di accesso pubblico Wi-Fi nel nostro Paese. La mappa a chi si registra sul sito del WLAN Business Forum 

504 gli hot-spot pubblici in Italia in un censimento di Wireless chiuso circa un mese fa. La Lombardia è la regione con la maggiore concentrazione di punti di accesso senza fili, con 121 località, 87 solo a Milano. Il capoluogo lombardo è anche in assoluto la città italiana più servita, seguita a una sola incollatura da Roma con 86 punti. Il Lazio nel suo complesso è secondo nella classifica regionale (94 punti), mentre terza a sorpresa si piazza la Campania (77 punti, 47 a Napoli) e quarta l'Emilia-Romagna con 66. Nessuna regione è priva di hot-spot, un segnale incoraggiante a soli pochi mesi dall'avvio della fase "commerciale" delle reti pubbliche senza fili nel nostro Paese, resa possibile dall'entrata in vigore del decreto ministeriale della fine di maggio che attua una prima regolamentazione della materia.
Dalla mappa risulta che sono 29 gli hot-spot piazzati in aeroporti e stazioni ferroviarie, 139 in strutture alberghiere, 149 in bar, ristoranti e luoghi di ritrovo e 187 in altri luoghi pubblici, come centri sportivi, scuole, negozi e centri commerciali. Per ora sono 26 le aziende che il Ministero delle Comunicazioni ha confermato avere chiesto l'autorizzazione a operare come gestore di punti di accesso WLAN, ma il numero si riferisce ancora alla data del 30 giugno e da allora sembra siano giunte numerose altre domande, tra cui alcune di aziende di gran nome operanti in settori vicini, come la telefonia cellulare.
La mappa degli hot-spot pubblici in Italia viene allegata al numero di ottobre di Wireless, che sarà distribuito, oltre che agli abbonati e in alcune edicole delle grandi città, anche a tutti i partecipanti al WLAN Business Forum, l'evento di riferimento per le wireless LAN in Italia organizzato da Wireless il prossimo 28 ottobre presso il Centro Congressi Milanofiori. La partecipazione al WLAN Business Forum 2003 è gratuita fino a esaurimento dei posti disponibili e previa iscrizione sul sito www.wlanforum.it. La registrazione da diritto a ricevere il numero di ottobre della rivista con allegata la mappa degli hot-spot. E' anche possibile abbonarsi online e così avere la garanzia di ricevere gli aggiornamenti della mappa e le ulteriori tipologie di informazioni, anche più dettagliate, sul mercato WLAN che Wireless ha in programma per i prossimi mesi.

Wi-fi: nuove tecnologie, nuove vulnerabilità

Con l’aumentare delle reti wireless aumentano anche le possibili falle di sicurezza all’interno delle aziende. Gli hacker ne aprofittano ma in Italia non si è ancora potenziato un sistema di "difesa" 
di Fabrizio Monaco 

ROMA - Si sta affermando a macchia d’olio come la nuova frontiera della comunicazione dati: le reti wireless stanno facendo breccia nelle aziende italiane per permettere una più facile distribuzione delle reti di computer.
In Italia già sono attive molte “wi-fi area”, ovvero delle aree appositamente predisposte per permettere a chiunque di poter usufruire, tramite il proprio portatile o il palmare, di una connessione senza fili ad internet, veloce e affidabile.
Come accade ogni volta che una nuova tecnologia viene introdotta nell’ambito dell’IT, parallelamente vengono scoperti nuovi “buchi” di sicurezza, nuove falle che rendono potenzialmente insicura una struttura.
Per fare chiarezza basti pensare che, come tutte le comunicazioni radio, la trasmissione avviene tra due entità che trasmettono su una o più frequenze, nel caso specifico tra un portatile dotato di scheda wireless ed un apparecchio definito “access point”, il quale funziona sostanzialmente come un accentratore, ovvero raccoglie tutti i segnali provenienti dai vari pc connessi in rete wireless e li convoglia su una normale connessione internet via cavo.
La prima questione, piuttosto ovvia, riguarda la confidenzialità della trasmissione: come facciamo ad essere sicuri che i nostri dati trasmessi via radio vengano ricevuti dal legittimo destinatario senza che nessuno li abbia intercettati nel mezzo?
E’ una delle domande che si sono posti al Wireless Fidelity Alliance, l’ente che ha definito lo standard per la trasmissione dati wi-fi.
La risposta si è concretizzata con il rilascio di quello che viene definito “Wep”, ovvero un sistema di crittografia che in teoria dovrebbe rendere indecifrabili le trasmissioni tra computer ed access point.
Sono sorti nel frattempo altri problemi, ovvero ci si è posti il problema di fare in modo che solamente alcuni computer, ovvero quelli autorizzati, potessero connettersi ad una rete wireless.
La questione è stata affrontata lavorando su un parametro memorizzato all’interno delle schede installate all’interno dei computer. Tale parametro è definito come “Indirizzo MAC”, ovvero una sorta di codice che identifica univocamente una scheda di rete, una sorta di numero seriale della scheda. Istruendo la rete ad accettare solamente determinati “Indirizzi MAC” si può evitare che computer estranei alla rete ne vengano a far parte.
Purtroppo in Italia il concetto di sicurezza non è ancora estremizzato come negli Usa e molte di queste precauzioni non vengono adottate. Con l’aumentare delle reti wireless aumentano di conseguenza anche le possibili falle di sicurezza all’interno delle aziende. 
Questo è un fenomeno tutt’altro che sconosciuto agli hacker più aggiornati, basti pensare che èdiffusa una tecnica di hacking denominata “War Driving” attuata da quei pirati dotati di un portatile e di una scheda wireles connessa a un’antenna potenziata in grado di captare un segnale di una rete wi-fi anche a distanza.
La tecnica è molto semplice ma geniale, l’hacker si avvicina al palazzo di un’azienda presumibilmente dotata di rete wi-fi, sistema la sua antennina in modo da captare il segnale e con pochi comandi sul computer, nel giro di 2-3 minuti entra nella rete aziendale come se in quel momento si fosse seduti su una scrivania dell’ufficio. Gli hacker più altruisti hanno l’abitudine di segnare in terra il punto esatto dove sono riusciti a penetrare nella rete aziendale effettuando dei disegni in codice facilmente interpretabili da altri hacker.
Il fenomeno del “war driving” è più diffuso di quello che si possa pensare, anche perché i prezzi dell’hardware che permette di effettuare questa attività è notevolmente calato ed ormai anche uno studente può permettersi di comprare tutto il necessario per poche decine di euro.
La sicurezza delle reti wi-fi non è impenetrabile, ma del resto abbiamo imparato che non esiste la sicurezza al 100%. 
(20 OTTOBRE 2003, ORE 16)

Sta per arrivare il Centrino con il doppio WiFi 

Intel sta per lanciare il Centrino con doppio WiFi. Ma sarà compatibile solo con gli standard "a" e "b". Per lo standard "g" attesa ancora di oltre sei mesi. 
di Fabrizio Frattini 
( 31-10-2003 )

Pare ormai pronto al lancio la nuova versione di Centrino a doppio standard WiFi. 
Ad annunciare che i clienti di Intel stanno cominciando a ricevere la componente e che quindi la prossima generazione di portatili PC saranno compatibili anche con lo standard IEEE 802.11a, sono fonti vicine alla stessa società di Santa Clara.
La notizia giunge poco dopo qualche articolo che attribuiva proprio alla mancanza di supporto al WiFi "veloce" il successo non eccezionale del chipset,
Contestualmente all'annuncio del Centrino a/b Intel ha fatto sapere che la versione a/b/g di Centrino non sarà invece pronta che per la fine dell'anno e che quindi difficilmente potrà apparire nelle macchine prima della primavera del 2004.
La combinazione delle due notizie ha suscitato dubbi in alcuni osservatori del mercato sulle reali prospettive di successo di questa strategia. E' infatti noto che al momento il prodotto di punta nel campo del WiFi è IEEE 802.11g che è veloce quanto la versione "a" ma al contrario di questa è perfettamente compatibile con le centinaia di migliaia di hotspot "g" installati in tutto il mondo. 
Secondo chi opera nel settore il vero punto di svolta nell'evoluzione di centrino, più che la compatibilità a/b, sarebbe quindi quella gli hotspot "g". Intel però per strategie commerciali (è il maggior promotore dello standard "a") ha preferito differire la compatibilità con lo standard usato da Airport.
Indagini della scorsa primavera, a distanza di un anno dal lancio di IEEE 802.11a controllava non più del 5% del mercato mentre IEEE 802.11g, a poche settimane dal lancio, aveva già il 13% del mercato del WiFi. Stime attendibili, da confermare con dati statistici, proiettavano alla fine dell'estate IEEE 802.11g a volumi di vendita molto vicini al 50%. 

Quanto costa il Wi-Fi di Telecom Italia

Ecco le tariffe per chi vuole utilizzare il servizio di Wi-Fi pubblico.

[ZEUS News - http://www.zeusnews.it/ - Prima Pagina, 10-10-2003]

Telecom Italia ha già attivato in Italia circa 200 Hot Spot per l'accesso a Internet in modalità Wi-Fi in altrettanti luoghi pubblici come aeroporti, impianti sportivi, hall di grandi alberghi, aree espositive e conta di arrivare a circa un migliaio nel 2004. Inoltre, grazie ad accordi internazionali, dichiara di mettere a disposizione dei suoi clienti altri circa 2.000 Hot Spot all'estero. 
Quanto costa navigare in Wi-Fi via Telecom Italia? Telecom Italia propone due formule differenziate, per l'utenza consumer e per quella business. Per l'utenza consumer, si tratta di un abbonamento pay per use, senza canone con un costo orario di navigazione di 2,5 Euro all'ora. Per la clientela business c'è invece un canone di abbonamento mensile di 4,95 Euro. 
Per chi si abbona entro il 31 Dicembre 2003 è prevista una proomozione che permette agli abbonati consumer di navigare gratis fino al 29 Febbraio 2004 e l'esenzione dal pagamento del canone, fino a quella data, per l'utenza business. 
Pier Luigi Tolardo 

Wi-Fi, adesso è boom anche in Italia

Il Politecnico di Milano ha presentato i dati della prima ricerca nel nostro Paese sul wireless 
diUmberto Bertelè Andrea Rangone* La domanda di accessi wireless a Internet e quella di vere e proprie reti locali Wi-Fi è in crescita costante, sia nel pubblico sia nel privato. I Wisp. Sono 19 i principali provider italiani di servizi di connettività basati su Wireless Lan pubbliche, i cosiddetti Wireless Internet service provider o Wisp: la maggior parte sono operatori di telefonia fissa e/o Internet service provider (10 su 19); quattro sono gli operatori di telefonia mobile, anche se nessuno, per ora, è effettivamente operativo in termini di servizi già fruibili dall'utente; sono, invece, solo due le start-up vere e proprie, situazione che ci differenzia molto da altri Paesi, europei e non, in cui il comparto dei Wisp raggruppa nuove realtà imprenditoriali; chiudono la lista due gestori di location e un system integrator. È interessante notare che solo una piccola parte di questi operatori considera il Wi-Fi come un nuovo business, con un proprio conto economico e, quindi, ritorni autonomi: nella maggior parte dei casi, il wireless viene visto o come servizio aggiuntivo che l'operatore (in particolare Internet Service Provider, telco fissa o mobile) deve fornire al proprio cliente per non perdere di competitività; quindi come "traino" per i servizi tradizionali già offerti, tipicamente di connettività fissa e, quindi, come strumento di business development. Gli Hot spot. La strategia che i WispP italiani stanno portando avanti in termini di Hot spot è variegata: alcuni hanno un approccio estremamente aggressivo, avendo già attivato un numero consistente di Hs come, per esempio, Tiscali, che, in partnership con Freestation, conta circa 200 Hs attivi, ma anche Tin, Videobank e Tecom si difendono. Altri provider, sebbene operativi in questo ambito da molto tempo, stanno puntando maggiormente su location "selezionate", di pregio - quali aeroporti, stazioni e grandi centri congressi - piuttosto che sulla quantità (ad esempio, Colt, Megabeam, Telecom); alcune aziende di telecomunicazioni, fisse e mobili, invece si trovano in una fase di stand by, in attesa di capire meglio il quadro normativo di riferimento e l'andamento del mercato. In linea generale, fino a questo momento, sulla base di interviste fatte agli operatori dal Politecnico di Milano, sono stati contati quasi 500 hot spot già attivi, che dovrebbero, sempre sulla base delle dichiarazioni raccolte, triplicare entro la fine dell'anno. La maggior parte degli hot spot è collocata all'interno di hotel e centri congressi (circa il 40 per cento); un buon numero si trova anche all'interno di retailer (supermercati, centri commerciali, negozi Buffetti) e nei pubblici esercizi, come bar, ristoranti, fastfood, locali. La parte rimanente è distribuita in location eterogenee: aeroporti, stazioni ferroviarie, porti, università. Il pricing. Essendo ancora un servizio per lo più gratuito, la maggior parte degli operatori non ha ancora comunicato la propria offerta in termini di pricing. Numerose però si prospettano, almeno sulla base delle dichiarazioni fatte, le opzioni che saranno disponibili all'utente, dal punto di vista sia del metodo di pagamento che delle tariffe: basato su bolletta e su carte prepagate il primo; flat, su orizzonti temporali differenti (ora, giorno, settimana, mese) oppure "a consumo" (sulla base temporale o di volume di dati), le seconde. In altre parole, si può affermare che la situazione italiana del Wi-Fi pubblico fotografa un comparto ancora in fase embrionale, che, di fatto, non si è per ora realmente confrontato con il mercato. Ciò è probabilmente dovuto a un ritardo del quadro normativo di riferimento che, oltre a posticipare i piani degli incumbent, ha limitato la spinta imprenditoriale delle nuove società e dei piccoli operatori. La ricerca. L'Osservatorio permanente sul Wi-Fi della Scuola di ingegneria gestionale del Politecnico di Milano ha elaborato i dati della prima ricerca sul tema nel nostro Paese. La ricerca intende contribuire al dibattito che oramai da più di un anno si sta sviluppando anche nel nostro Paese circa le prospettive che si possono aprire nel mondo del wireless. A questo scopo, è stata condotta un'approfondita analisi sulle realtà esistenti nel nostro Paese sia a livello di Hot spot pubblici che di Wireless lan private. Rispetto al Wi-Fi in ambito privato l'Osservatorio ha condotto uno studio specifico che ha coinvolto una quarantina di aziende, organizzazioni ed enti che hanno già implementato reti Wi-Fi private, i cui dati sono ancora in fase di elaborazione. *Politecnico di Milano
Giovedi 25 Settembre 2003 

Telecom Italia rinuncia a Megabeam e rilancia sul WI-FI con 1400 hot spot nel mondo
Marta Bricco | 19-09-2003
Fonte: http://www.vnunet.it/ 

Siglato un accordo con Boingo, società leader negli USA per il servizio wi-fi pubblico. 

Telecom Italia e Boingo, società leader negli USA per il servizio di wi-fi pubblico, hanno raggiunto un accordo che consentirà ai clienti italiani di poter utilizzare 1400 hot spot negli Stati Uniti e in altri Paesi. Telecom Italia, inoltre, continuerà a collaborare con Megabeam con la quale esiste già un accordo commerciale per l'utilizzo di 19 hot spot. A breve saranno comunicati i prezzi della nuova offerta wi-fi in ambiente pubblico Telecom Italia, a seguito delle condizioni indicate dall' Autorità Antitrust con il provvedimento dello scorso 7 agosto, comunica di aver risolto il contratto preliminare per l'acquisizione di Megabeam sottoscritto il 10 marzo 2003. La società continuerà comunque ad avvalersi della collaborazione di Megabeam, con la quale è già in essere un accordo commerciale che riguarda 19 location. Dall'avvio della fase sperimentale ad oggi, Telecom Italia ha proseguito nella sua attività di sviluppo del servizio pubblico basato sulla tecnologia Wi-Fi (WI-FI Area), che considera componente fondamentale della sua strategia per la diffusione di infrastrutture, servizi ed applicazioni per la larga banda. In linea con questa strategia e per accelerare ulteriormente lo sviluppo del Wi-Fi al fine di dare ulteriore impulso alla modernizzazione del Paese attraverso servizi tecnologicamente avanzati, Telecom Italia ha recentemente siglato un importante accordo con Boingo, società leader negli USA per il servizio Wi-Fi pubblico. L'intesa consentirà ai clienti di Telecom Italia di collegarsi in modalità Wi-Fi da più di 1400 hot spot presenti negli USA e nel resto del mondo (tra i principali Paesi: Messico, Inghilterra, Australia, Argentina e Canada). In Italia, ad oggi, il servizio wi- fi è già utilizzabile in 116 luoghi aperti al pubblico (gli «hot spot») e sono stati presi accordi per offrire il servizio in altre 97 locations entro la fine dell'anno. Attualmente sono oltre 3000 i clienti che utilizzano il servizio wi-fi pubblico di Telecom Italia. Telecom Italia, inoltre, annuncerà a breve i contenuti della nuova offerta commerciale WI-FI Area, pensata per soddisfare le diverse esigenze delle Aziende, delle piccole Imprese, dei Professionisti e delle Famiglie. Saranno disponibili profili a consumo e ad abbonamento, nonché dei «daily pass». L'offerta non sarà limitata ai soli clienti broadband di Telecom Italia, ma sarà rivolta a tutta la clientela.
 

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