C'è stato un tempo in cui bastavano pochi pixel per farci restare incollati allo schermo per ore. Prima delle console in 4K, degli eSport e dei mondi open world giganteschi, c'erano i cabinati delle sale giochi, le cartucce da soffiare (anche se non serviva davvero!) e le sfide infinite a Space Invaders, Pac-Man e Donkey Kong.
Se anche tu hai vissuto quell'epoca – o sei semplicemente curioso di scoprire come è nato il mondo del gaming moderno – ti consiglio una serie che merita davvero il tuo tempo: High Score, la docu-serie Netflix uscita il 19 agosto 2020. È composta da 6 episodi della durata di circa 40-47 minuti, ciascuno dedicato a un momento fondamentale della storia dei videogiochi. 
Il bello di High Score è che non si limita a raccontare i videogiochi, ma racconta le persone che li hanno resi possibili.
Tra le tante chicche che scoprirai ci sono storie che hanno cambiato per sempre il mondo dei videogiochi. Come Space Invaders e Pac-Man abbiano trasformato le sale giochi in un fenomeno di massa, l'incredibile percorso di Nintendo, passata dalle carte da gioco al successo mondiale con Donkey Kong e il NES, la rivalità ormai leggendaria tra Sega e Nintendo che ha infiammato gli anni '90 e la nascita di titoli rivoluzionari come Street Fighter, Mortal Kombat, Wolfenstein 3D e Doom, giochi che hanno dato vita a generi ancora oggi amatissimi.
Anche se l'atmosfera è ricca di nostalgia, la serie è interessante anche per chi non ha vissuto quegli anni. Attraverso interviste agli sviluppatori, ai designer e ai protagonisti dell'epoca, mostra gli errori, le intuizioni e le sfide che hanno portato alla nascita di molti dei videogiochi che oggi diamo per scontati.
È uno di quei documentari che ti fa esclamare più volte: "Questa storia non la conoscevo!"
La consiglio assolutamente. Che tu sia un appassionato di retrogaming, un giocatore cresciuto con PlayStation e Xbox o un curioso che vuole capire da dove arriva l'industria videoludica di oggi, High Score è una visione che lascia il segno.