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Nelle ultime settimane si sta diffondendo in Italia una pericolosa e sofisticata campagna di phishing che viaggia direttamente sulle chat di Facebook Messenger. Un utente riceve un messaggio da un account con un nome apparentemente istituzionale – come "Meta centro", "Meta Control" o "Meta IA" che minaccia l'immediata sospensione del profilo entro 12 ore se non si segue una procedura di verifica dell'account.

A corredo del messaggio viene inviato un allegato in formato pdf denominato "File di verifica.pdf" con il seguente contenuto:

In questo articolo approfondisco il caso a analizzo le tecniche utilizzate dai truffatori per cercare di rubare un account e per quale motivo lo fanno.

Una delle domande più frequenti quando si riceve un messaggio del genere è: "Perché proprio a me? È un attacco mirato?". Nella quasi totalità dei casi, la risposta è no, non si tratta di un attacco mirato alla singola persona, ma di un'operazione automatizzata su larga scala.

I cybercriminali utilizzano principalmente tre canali per agganciare le vittime.

La metamorfosi degli account violati (l'esca istituzionale)

Questo è il motore che permette alla truffa di diffondersi senza essere intercettata dai sistemi di sicurezza. I criminali informatici non usano i profili rubati per inviare messaggi a nome di amici o parenti. Al contrario, quando riescono a violare una pagina o un account (spesso profili aziendali o vecchi account inutilizzati), ne modificano radicalmente l'identità: sostituiscono il nome con diciture come "Meta Security Team", "Centro Assistenza" o simili, e impostano il logo ufficiale del brand come immagine del profilo.

A questo punto, utilizzano questo account camuffato per inviare le finte notifiche di violazione ad altri utenti. Poiché per l'algoritmo del social network quel profilo risulta reale, "anziano" e legittimo, i messaggi di phishing riescono a superare i filtri anti-spam automatici, arrivando direttamente nella posta della vittima con le sembianze di una comunicazione istituzionale impeccabile.

Ecco un esempio pratico:



Il truffatore non ha creato un account da zero per poi scrivere alla "vittima". Ha invece rubato il profilo di una persona reale che era già presente nella sua lista di amici.

Una volta preso il controllo dell'account, il criminale ha semplicemente cambiato il nome e l'immagine del profilo per farlo sembrare un sistema automatizzato di Meta, sapendo che Messenger avrebbe mostrato la chat come proveniente da un "contatto fidato" (o comunque già approvato), eludendo così i blocchi per i messaggi ricevuti dagli sconosciuti.

Database e data leak (i furti di dati del passato)

Negli anni, moltissimi siti web e social network hanno subito giganteschi furti di dati (data leak). All'interno di questi database, liberamente acquistabili nel dark web, sono presenti elenchi infiniti di numeri di telefono, nomi, cognomi e link diretti ai profili Facebook. I truffatori usano dei software (bot) che prendono questi elenchi e inviano massivamente migliaia di messaggi al minuto su Messenger, pescando nel mucchio.

Pagine pubbliche e commenti in evidenza

Se un utente è molto attivo su Facebook, gestisce pagine commerciali o commenta spesso post molto popolari, il suo profilo diventa visibile ai bot dei truffatori. Questi software scansionano le sezioni commenti delle pagine in voga e usano i profili degli utenti reali come bersaglio per l'invio della truffa.

Nel caso specifico, alla ricezione del file è stata eseguita una scansione su piattaforme di analisi avanzate (Hybrid Analysis, VirusTotal, VirusScan Jotti) e con la suite di sicurezza McAfee® Total Protection ed è risultato pulito.

Quando tutti questi sistemi restituiscono "0 minacce rilevate", si tende ad abbassare la guardia. Questo è il primo, fatale errore.

I moderni motori antivirus cercano codice eseguibile malevolo (malware, ransomware, Trojan) o script in grado di sfruttare vulnerabilità del sistema operativo o del lettore PDF (Exploit). Il documento PDF utilizzato in questa truffa, invece, è strutturalmente "sano": non contiene macro o codice infetto. Si tratta semplicemente di un file "statico" contenente testo, loghi contraffatti e un enorme pulsante ipertestuale che recita "Vai alla verifica".

Per l'antivirus si tratta di un documento legittimo. La vera minaccia non risiede nel file, ma nel collegamento web (URL) nascosto dietro quel pulsante.

Analisi del PDF

Quando si riceve un allegato sospetto, l'istinto direbbe di aprirlo con un comune lettore per vederne il contenuto. Tuttavia, è solo analizzando la struttura interna del file — ad esempio aprendolo con un semplice editor di testo come il Blocco Note — che emergono i dettagli cruciali e gli indizi microscopici che confermano al 100% la natura fraudolenta di una campagna di phishing.

Dalla struttura del codice che è stata esaminata, si può escludere la presenza di sistemi di tracciamento automatico come i comandi /OpenAction o script /JavaScript malevoli, "pixel spia" o script che si attivano da soli non appena apri il documento e che costringono il lettore PDF a connettersi a internet o a inviare dati a tua insaputa al momento del doppio clic.

Tuttavia, i truffatori hanno inserito due elementi di tracciamento "passivo" o condizionato:

1. L'ID numerico nell'URL (tracciamento sul clic)

Il link presente nel PDF è il seguente (ho censurato l'ID):

[https://www.supporst-protect-xxxxxxxxxxxx.site/Italy]

Quel numero seriale (xxxxxxxxxxxx) non è casuale. Viene spesso utilizzato come identificativo della campagna o del target. Se quel numero è associato a un determinato lotto di e-mail (o persino a un utente specifico), nel momento esatto in cui qualcuno clicca sul collegamento, i server dei truffatori registrano che "l'esca numero xxxxxxxxxxx ha funzionato". È un tracciamento preciso, ma che richiede necessariamente l'azione del clic per attivarsi.

In linea generale sono presenti quattro anomalie:

  • Typosquatting (errore di battitura): la parola supporst presenta una "s" di troppo rispetto al legittimo support. È un trucco per ingannare la lettura rapida dell'utente.

  • Estensione economica: il dominio termina con .site, un'estensione atipica per comunicazioni ufficiali, spesso acquistabile in blocco a prezzi contenuti e in totale anonimato. I domini ufficiali di Meta terminano tassativamente con .com.

  • Localizzazione dinamica: la sottocartella /Italy indica che il server della truffa è configurato su scala globale ed è in grado di mostrare un'interfaccia nella lingua locale della vittima per massimizzare la credibilità.

  • Codici numerici casuali: la stringa numerica serve a eludere i filtri automatici dei provider e a simulare un finto "ID pratica" istituzionale.

Metadati e strumenti di creazione

I metadati XML integrati nel documento forniscono informazioni preziose sulla provenienza e sulle modalità di sviluppo del file esca.

  • Piattaforme di content design
    I tag relativi al software di produzione mostrano spesso l'utilizzo di note piattaforme di progettazione grafica online (come Canva). I criminali informatici sfruttano questi strumenti legittimi per creare layout visivamente impeccabili, loghi perfetti e grafiche identiche a quelle ufficiali, così da ingannare facilmente l'occhio dell'utente.

  • Profili di esportazione
    All'interno del codice XML, nel campo dedicato al creatore del documento (dc:creator), rimangono tracciati i dati dell'account utilizzato per l'esportazione. Spesso si tratta di nomi associati a profili dell'Est Asiatico, riconducibili ad account violati o creati ad hoc sulle piattaforme di grafica per distribuire il materiale malevolo.

Un altro dettaglio fondamentale emerge dall'analisi della lingua predefinita del documento (/Lang) e dal titolo originario memorizzato nei tag dei metadati.

Spesso, nonostante il testo visibile a schermo sia interamente localizzato in italiano, i metadati rivelano che l'ambiente di sviluppo iniziale era impostato in inglese o, come in questo caso, che il titolo originale del file era scritto in una lingua dell'Est Europa (nello specifico, in lituano, con il significato di "File di verifica"). Questo fenomeno dimostra come le campagne di phishing siano operazioni su larga scala: lo stesso file esca viene riciclato, tradotto e adattato per diversi Paesi europei semplicemente modificando il livello grafico visibile, lasciando però intatta l'impalcatura tecnica sottostante.

Stringhe di tracciamento e stringhe di controllo

Infine, nei metadati compaiono stringhe di testo alfanumeriche associate a parole chiave specifiche (pdf:Keywords). Questi identificativi, che ricalcano i codici di tracciamento degli asset grafici o dei video, vengono impiegati dagli aggressori per monitorare l'andamento della campagna, permettendo loro di capire quale specifica variante del file o quale canale di distribuzione stia generando il maggior numero di clic da parte delle vittime.

Anatomia tecnica della truffa: dall'esca al furto dell'account

Analizzando da vicino la struttura del file e i dati di rete generati, l'attacco si sviluppa secondo uno schema geometrico.

Il PDF fa leva sulla paura e sull'urgenza temporale (leva psicologica). All'interno si legge:

"Il tuo account potrebbe essere molto popolare e necessitare di ulteriori misure di sicurezza [...] In caso contrario, rimarrà bloccato finché non avrai completato la procedura di verifica."

I truffatori sfruttano impropriamente il nome di Facebook Protect, un programma di sicurezza avanzato realmente esistente di proprietà di Meta. Il limite temporale stringente (12 o 24 ore) serve a indurre panico nella vittima, azzerando i tempi di riflessione ed escludendo la possibilità di consultare un esperto.

La cattura delle credenziali e l'aggiramento della 2FA

Cliccando sul link, l'utente viene reindirizzato a una pagina che replica fedelmente la schermata di accesso di Facebook. Nel momento in cui vengono inseriti indirizzo e-mail e password, le credenziali vengono trasmesse ai criminali informatici o inoltrate in tempo reale al sito autentico attraverso sofisticati sistemi di phishing.

Se sul profilo è attiva l'Autenticazione a due fattori (2FA), la pagina fraudolenta può richiedere anche il codice di verifica temporaneo. In alcuni casi, il sito falso agisce come intermediario tra la vittima e Facebook, inoltrando in tempo reale tutti i dati inseriti. In questo modo, anche il codice monouso viene utilizzato immediatamente per completare l'accesso all'account.

Una volta ottenuta una sessione autenticata, i truffatori possono modificare l'indirizzo e-mail associato al profilo, cambiare la password, alterare i metodi di recupero dell'account e, nei casi peggiori, impedire al legittimo proprietario di accedervi nuovamente.

Rubare l'account è in realtà solo il primo passo, il mezzo per raggiungere un fine economico ben preciso. Dietro a queste campagne c'è un'industria criminale altamente organizzata.

Oltre il furto dell'account: la minaccia del "Session Hijacking"

Le truffe più pericolose oggi non mirano a rubare la password tramite un classico modulo di login, ma utilizzano una tecnica avanzata chiamata Session Hijacking (furto di sessione).

Attraverso vulnerabilità del browser o script nascosti, il sito dei truffatori può attivare in background un codice invisibile. Questa operazione può avvenire nel silenzio più assoluto, anche se la pagina sembra vuota, bloccata o dà un errore di caricamento.

Questo sistema non ha bisogno di indovinare la vostra password o di intercettare il codice di autenticazione a due fattori (2FA): copia direttamente i cookie di sessione salvati nel vostro browser. Questi cookie sono i "passaporti digitali" che vi mantengono connessi a Facebook o al Business Manager senza chiedervi le credenziali a ogni click. Una volta rubati, ai truffatori basta clonarli sui loro dispositivi per entrare istantaneamente nel vostro profilo aziendale, bypassando ogni barriera di sicurezza.

Il rischio c'è anche sullo Smartphone?

Sì, ma con dinamiche diverse. Sui telefoni (Android e iOS) esiste il Sandboxing, una blindatura strutturale per cui ogni app vive isolata dalle altre: un malware nel browser non può infilarsi nella cartella dei cookie dell'app di Facebook.

I truffatori aggirano questo limite in due modi:

  • Finti aggiornamenti
    Il sito di atterraggio spinge a scaricare un'app malevola esterna agli store ufficiali (come i file .apk su Android) che, una volta installata con i permessi di accessibilità, cattura ogni dato sullo schermo.

  • Browser interni alle App (in-app)
    Se si clicca sul link e questo si apre dentro la chat di Messenger o Instagram, si naviga in un ambiente più vulnerabile rispetto a un browser esterno dedicato.

Come difendersi: accorgimenti pratici tra PC e Mobile

Per ridurre al minimo il rischio di Session Hijacking senza complicarsi troppo la vita, bastano pochi accorgimenti mirati, evitando strumenti troppo drastici che rischierebbero solo di bloccare la normale navigazione.

  • La regola d'oro del Log-out (Universale)
    È la difesa più efficace. I cookie rimangono attivi finché la sessione è aperta. Quando finite di gestire le vostre pagine aziendali o il Business Manager, non limitatevi a chiudere la scheda del browser: cliccate sempre esplicitamente su "Esci" (Log-out). Questo comando distrugge il cookie sul dispositivo e lo invalida sui server del social, rendendolo del tutto inutile se intercettato.
     

  • Forzare i link all'esterno (Mobile)
    Nelle impostazioni delle app social (come Facebook e Messenger), attivate l'opzione "Apri i link esternamente". In questo modo, qualsiasi collegamento cliccato non si aprirà nel browser integrato dell'applicazione (più vulnerabile), ma verrà reindirizzato sul browser sicuro e aggiornato del vostro smartphone.
     

  • uBlock Origin (PC)
    Un'estensione per browser leggera e consigliata, che blocca preventivamente i domini di phishing e l'esecuzione di script pubblicitari o dannosi all'apertura delle pagine, senza compromettere l'esperienza d'uso.

Attenzione alle soluzioni troppo aggressive: Online si trovano spesso guide che consigliano estensioni avanzate come NoScript (che disattiva radicalmente i codici JavaScript). Sebbene siano efficaci dal punto di vista della sicurezza, impediscono il corretto funzionamento dei siti normali (compresi i pannelli di gestione dei social), rendendo la navigazione quotidiana quasi impossibile per un utente non esperto. Meglio puntare su buon senso e strumenti bilanciati.

Ma cosa ci guadagnano concretamente i truffatori una volta che riescono a mettere le mani su un profilo?

Accesso ai budget pubblicitari

Questo è l'obiettivo principale quando i criminali colpiscono profili aziendali o account di professionisti. Se il Business Manager violato ha un metodo di pagamento collegato, come una carta di credito o un conto PayPal, i truffatori non hanno bisogno di violare direttamente i sistemi bancari della vittima.

Sfruttano infatti gli accordi di pagamento automatico (billing agreements) già attivi tra la piattaforma social e il circuito finanziario. Quando il proprietario ha configurato l'account, ha autorizzato la piattaforma a prelevare i fondi in modo automatico per coprire le spese pubblicitarie. Ai truffatori basta quindi avviare campagne pubblicitarie massive per promuovere le loro esche (come falsi investimenti o siti civetta): sarà il sistema pubblicitario stesso a scalare i fondi da PayPal o dalle carte collegate, drenando migliaia di euro in pochi minuti prima che scatti il blocco o che l'utente si accorga degli addebiti.

Il mercato nero degli account (Rivendita nel Dark Web)

Gli account rubati hanno un valore commerciale immediato e vengono catalogati in veri e propri "listini prezzi" nei forum del dark web:

  • Account "anziani" (aged)
    I profili creati molti anni fa sono i più preziosi, perché i sistemi di sicurezza dei social tendono a fidarsi di più di loro, permettendo di fare spam senza blocchi immediati.

  • Pagine con follower
    Pagine con migliaia di "Mi piace" vengono rivendute a soggetti terzi che desiderano visibilità immediata, modificando semplicemente il nome e il settore della pagina.

Estorsione e riscatto

Se l'account appartiene a un professionista, a un'attività locale o a un influencer che trae profitto dalla propria presenza online, i criminali applicano una specie di "ransomware umano". Cambiano tutte le mail di recupero e poi contattano il proprietario (spesso su canali esterni come Telegram) chiedendo il pagamento di un riscatto in criptovalute per riavere indietro le credenziali.

Raccolta dati per furto d'identità

Nelle chat private delle persone e delle aziende si trova di tutto: numeri di telefono personali, indirizzi di casa, codici fiscali o foto di documenti inviate in passato a clienti o familiari.

Questi dati vengono estratti tramite script automatizzati e inseriti in enormi database. Vengono poi rivenduti a reti di call center illegali o utilizzati per architettare truffe mirate ancora più pericolose, come il finto trading o il phishing bancario personalizzato.

Le regole d'oro per proteggersi

Per evitare di cadere in queste trappole, è fondamentale fissare alcune procedure standard di sicurezza.

  • Meta non usa Messenger per la sicurezza
    Nessun dipendente o sistema automatico di Meta vi contatterà mai tramite messaggi privati su Messenger o SMS per chiedervi di scaricare file o effettuare verifiche minacciando un blocco dell'account in caso contrario.

  • Verificate i canali ufficiali
    Le comunicazioni reali sulla sicurezza del vostro account appaiono esclusivamente nella sezione notifiche dell'app ufficiale o nel Centro gestione account.

  • Controllate i domini
    Prima di inserire la password, guardate sempre la barra degli indirizzi del browser. Se l'URL non inizia rigorosamente con https://www.facebook.com

Cosa fare se si è ricevuta la minaccia o si è già cliccato

Se vi trovate nel mezzo di questo tentativo di frode, agite tempestivamente a seconda della situazione:

Se avete solo ricevuto il messaggio o il file

-Non aprite il link e non scaricate il PDF sul vostro dispositivo.
-Segnalate immediatamente l'account truffaldino su Messenger utilizzando la funzione ufficiale di blocco e report per "Truffa/Frode".

Se avete aperto il link e inserito i vostri dati

Se siete caduti nel tranello ma avete ancora accesso al vostro profilo, ogni secondo è prezioso:

Cambiate la password
Andate su Impostazioni e privacy > Impostazioni > Il tuo account/Centro gestione account:



Cliccate quindi su Password e sicurezza e modificate immediatamente la chiave d'accesso:



Dalla stessa sezione assicuratevi che l'autenticazione a due fattori sia attiva e che i metodi di ricezione (app di autenticazione come Google Authenticator o SMS) non siano stati alterati. Cliccate quindi su “Dispositivi da cui hai effettuato l'accesso”, verificate l'elenco e forzate il logout da qualsiasi sessione o dispositivo che non sia il vostro smartphone o PC abituale:



Se siete stati tagliati fuori dal vostro account

Se i truffatori hanno già cambiato la password e l'e-mail associata, l'unico canale ufficiale e sicuro per avviare la procedura di ripristino dell'identità digitale è raggiungere direttamente il portale di emergenza predisposto da Meta:

https://www.facebook.com/hacked

La sicurezza informatica non dipende solo dagli strumenti software che installiamo, ma soprattutto dal livello di attenzione che riponiamo nei confronti delle sollecitazioni esterne. Davanti a scadenze repentine e minacce di blocco, la migliore difesa resta sempre un sano scetticismo digitale.

L'esito del test sul campo
Per completezza di informazioni e per studiare da vicino la struttura di questa trappola, ho provato ad aprire l'indirizzo web presente nel falso avviso Meta utilizzando un ambiente di test isolato e protetto, supportato da una connessione VPN e dall'utilizzo di un firewall. L'esito? Il sito truffa risulta già non più attivo. Tentando il caricamento, i browser restituiscono un errore di "Server non trovato" (Server Not Found). Questo dimostra quanto sia rapida la vita di queste campagne di phishing: i domini malevoli vengono spesso oscurati o abbandonati dai cybercriminali nel giro di pochissime ore, non appena scattano le prime segnalazioni di sicurezza globali. Se doveste imbattervi in un link simile e notate una pagina completamente bianca o un errore di rete, sapete il perché: la minaccia è già stata neutralizzata alla radice.


Disclaimer ed esclusione di responsabilità

Le informazioni contenute in questo articolo hanno uno scopo esclusivamente informativo, didattico e di sensibilizzazione sul tema della sicurezza informatica.

L'analisi qui riportata si basa sulle minacce rilevate fino alla data di pubblicazione. I metodi utilizzati dai cybercriminali e la struttura delle pagine di phishing variano e si evolvono costantemente.

L'utilizzo dei link ufficiali di supporto segnalati (come facebook.com/hacked) e l'esecuzione delle procedure di sicurezza avvengono sotto l'esclusiva responsabilità dell'utente. Il sito non si assume alcuna responsabilità per eventuali danni, perdite di dati o compromissioni derivanti da un uso scorretto delle informazioni o da azioni intraprese tardivamente rispetto alla violazione del proprio account.
 

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Pubblicato in sicurezza-informatica

Nell'era digitale in cui viviamo, le truffe informatiche sono diventate sempre più sofisticate e pervasive. Tra queste, il phishing si distingue per la sua capacità di ingannare gli utenti e sottrarre informazioni sensibili attraverso messaggi apparentemente innocui. Dopo aver esplorato il fenomeno del phishing in un precedente articolo, in questo approfondimento analizzerò cinque casi reali di smishing (si definisce così nel caso di tentativi di truffa via sms), illustrando le tecniche utilizzate dai truffatori e fornendo consigli pratici su come proteggersi.

Attraverso questi esempi, spero di aumentare la consapevolezza e la preparazione degli utenti, contribuendo a creare un ambiente digitale più sicuro per tutti.

Prima di analizzare i casi rispondo ad alcune domande che mi sono state poste nel corso del tempo.

CHI E' IL MITTENTE? DA QUALE NUMERO MI STANNO CONTATTANDO?

Solitamente i numeri di telefono utilizzati per questo tipo di truffe sono appositamente generati per l'attività illecita. Esistono diversi modi in cui i truffatori generano questa tipologia di numeri:

1) Servizi di generazione di numeri virtuali/temporanei - Ci sono siti web che offrono numeri di telefono virtuali o temporanei, spesso a basso costo. Questo permette ai truffatori di avere facilmente nuovi numeri usa e getta.
2) Numeri rubati/compromessi - A volte utilizzano numeri di telefono rubati o compromessi di utenti reali.
3) Numeri offerti da servizi VoIP - Alcuni servizi VoIP economici consentono di ottenere facilmente nuovi numeri di telefono senza molte verifiche.

IL MITTENTE SEMBRA ATTENDIBILE; POSSO FIDARMI?

SMS spoofing è una tecnica di phishing che utilizza gli SMS per ingannare le potenziali vittime, mascherando il mittente con uno apparentemente legittimo e attendibile.

In pratica, il truffatore utilizza un servizio o un software per falsificare l'ID mittente dell'SMS, facendolo apparire come proveniente da una banca, un'azienda di servizi, un ente governativo o qualsiasi altra fonte ritenuta affidabile dalla vittima.

COME FANNO A TROVARE IL MIO NUMERO?

Ci sono diversi metodi possibili:

-Acquisizione di database di numeri di telefono trafugati illegalmente
-Condivisione di numeri tra diversi schemi di truffa
-Raccolta automatizzata di numeri accessibili su Internet
-Tecniche di "number scanning" per comporre numeri a caso

Potenziali Rischi

  1. Costi elevati: i numeri che vi invitano a contattare potrebbero essere associati a servizi a pagamento con tariffe molto elevate. Contattare questi numeri può comportare significativi sulla vostra scheda o sulla bolletta telefonica.
  2. Raccolta di informazioni personali: l'obiettivo dei truffatori è quello di raccogliere informazioni personali o indurvi a fornire dati sensibili.
  3. Furto di denaro: se inserite le credenziali della vostra carta o effettuate dei pagamenti da siti non affidabili
  4. Software malevolo: se il messaggio ricevuto vi invita ad installare un programma o un'app da fonti sconosciute, potreste incorrere in un software malevolo, ognuno con rischi specifici:

    -Trojan: è un programma apparentemente legittimo che potrebbe rubare dati sensibili come password, accedere a webcam/microfono per spiare, crittografare i vostri file per un riscatto (ransomware).

    -Keylogger: registra ogni tasto che digitate, consentendo ai criminali di carpire credenziali, informazioni bancarie e dati personali.

    -Botnet: trasforma il vostro PC in uno "zombie" controllato da remoto per attacchi di spamming, DDoS o altri scopi illegali.

    -Backdoor: apre un "accesso secondario" che permette ai criminali di riprendere il controllo del vostro sistema in futuro.

    -Spyware/Adware: raccolgono informazioni su di voi per fini pubblicitari invasivi.

Consigli su Come Procedere

Un approccio prudente di verifica è sempre consigliato quando si ricevono comunicazioni inaspettate, specie se richiedono informazioni personali o sensibili.

  • Non rispondete: evitate di rispondere all'SMS di chiamare il numero indicato o di cliccare su eventuali link. Il truffatore di turno cerca di ottenere informazioni personali, rubare dati sensibili o finanziari o ancora il credito sulla vostra scheda. Rispondere ad un messaggio conferma al mittente che il vostro numero è attivo anche per futuri nuovi tentativi di truffa.
  • Verificate l'origine: se il messaggio sembra provenire da un ente legittimo, cercate di contattare l'ente tramite canali ufficiali verificati (es. sito web ufficiale, numeri di telefono ufficiali).
  • Segnalate il messaggio: inoltrate l'SMS al vostro operatore telefonico attraverso il servizio clienti o i canali social.
  • Bloccate il numero: bloccate il mittente per prevenire ulteriori messaggi.
  • Consapevolezza: informatevi sulle tecniche di phishing e le truffe comuni per riconoscere tempestivamente eventuali minacce.
  • La Polizia di Stato consente di chiedere informazioni da anche per eventuali casi di Phishing da questo link: https://www.commissariatodips.it/special/richiedi-informazioni/index.html



SERVIZI SOCIO CULTURALI



Il primo sms afferma quanto segue:

"Si prega di contattare i nostri servizi socio culturali, per una comunicazione. Chiama al numero 8938939337"

Analisi del Messaggio

  • Numero mittente sconosciuto: le comunicazioni autentiche solitamente provengono da numeri o contatti riconoscibili e verificabili.
  • Richiesta di contatto: il messaggio chiede di contattare i "servizi socio culturali" tramite un altro numero (8938939337) che potrebbe essere associato a servizi a pagamento con costi elevati.
  • Vaghezza: la richiesta è vaga e non fornisce dettagli specifici su quale sia la comunicazione necessaria.
  • Assenza di contesto: non avendo mai avuto a che fare con "servizi socio culturali" e non sapendo cosa siano, il messaggio appare ancora più sospetto. Le truffe spesso utilizzano terminologie vaghe o inventate per confondere e indurre l'azione immediata.



PROPOSTA DI LAVORO



L'sms afferma quanto segue:

"Ciao
Reclutiamo dipendenti part-time tramite Internet. Avrai lo stipendio che desideri. Unisciti a noi, non te ne pentirai
Mi dispiace se ti ho disturbato.
Se sei interessato, contattaci tramite WhatsApp: https://is.gd/pnT5WQ?gKe=**********"

Analisi del Messaggio

  1. Mittente sconosciuto: il messaggio proviene da un numero sconosciuto e offre un "lavoro" vagamente descritto e troppo allettante per essere vero.
  2. URL compresso: Il link utilizza un servizio di accorciamento di URL, il che spesso viene fatto per nascondere la destinazione effettiva del link. L'URL che ho fatto analizzare da VirusTotal (https://www.virustotal.com/gui/home/url) reindirizza a un numero WhatsApp pakistano (+92 320 3212255)
  3. Canali non ufficiali: richiedere di contattare tramite WhatsApp anziché canali ufficiali è tipico di truffe di questo tipo.
  4. Nessun contesto pregresso: se non state cercando lavoro e non avete mai inviato una richiesta di contatto per un colloquio, il messaggio è ancora più sospetto. Le truffe spesso inviano messaggi di massa nella speranza di trovare qualcuno che risponda.



DISPOSITIVO ANOMALO COLLEGATO AL CONTO CORRENTE



Gentile Cliente, un dispositivo anomalo risulta collegato al suo conto se disconosce tale accesso verifica https://app2023.45xxxxxxxxxxxx

Analisi del Messaggio

  1. Mittente "PosteInfo": sebbene il mittente sembri legittimo, i nomi dei mittenti possono essere falsificati con facilità. Non si può quindi fare affidamento sul nome del mittente per garantire l'autenticità del messaggio.
  2. Messaggio di allarme: il messaggio cerca di creare un senso di urgenza, affermando che un "dispositivo anomalo" è collegato al conto. Questo è un metodo comune per indurre i destinatari a reagire rapidamente senza pensare.
  3. Link sospetto: il link fornito (https://app2023.45xxxxxxxxxxxx) non è un dominio ufficiale di Poste Italiane. I link ufficiali dovrebbero essere sotto il dominio poste.it. La presenza di un URL che non corrisponde a quello ufficiale è un forte indicatore di phishing.
  4. Assenza di personalizzazione: il messaggio non include informazioni personali come il nome del cliente, cosa che un istituto finanziario legittimo includerebbe di solito per rendere la comunicazione più personale e credibile.
  5. Grammatica e struttura: Anche se non ci sono errori evidenti, la struttura del messaggio può essere un indicatore. Le comunicazioni ufficiali tendono ad essere più formali e ben strutturate

Poste Italiane ha creato una sezione dedicata alle truffe online ed ai consigli per difendersi. La trovate a questo link:
https://www.poste.it/psd2-e-sicurezza---come-difendersi-dalle-truffe.html



AIUTO PER CONSEGNA ORDINE AMAZON



L'sms afferma quanto segue:

"Un conducente ha bisogno di aiuto per consegnare il tuo ordine Amazon. Rispondi STOP per non ricevere più messaggi per le consegne Amazon.

risponda x favore"

Analisi del Messaggio

  1. Mittente sconosciuto (4390001234): il numero da cui proviene l'SMS non è associato a un contatto conosciuto o ufficiale di Amazon.
  2. Richiesta di aiuto: il messaggio afferma che un conducente ha bisogno di aiuto per consegnare un ordine. Questo potrebbe creare un senso di urgenza e indurre il destinatario a rispondere rapidamente.
  3. Richiesta di risposta con "STOP": la richiesta di rispondere "STOP" per non ricevere più messaggi è una tecnica comune utilizzata in truffe di phishing. Rispondere può confermare al truffatore che il numero di telefono è attivo, potenzialmente portando a ulteriori tentativi di truffa o phishing.
  4. Errore di ortografia e grammatica: il messaggio contiene errori, come "risponda x favore", che è un indicatore di un possibile tentativo di truffa, poiché i messaggi ufficiali di Amazon di solito non contengono tali errori.

Se poi non avete effettuato alcun ordine su Amazon è chiaro che si tratta di un tentativo fraudolento di ottenere informazioni personali, rubare dati sensibili o il credito sulla scheda.

Amazon e altre società di consegna affidabili non chiederanno mai informazioni sensibili tramite SMS in questo modo.



WhatsApp phishing



In questo caso il messaggio in lingua Inglese proveniva dal numero +1 (581) 288-9123. Precisamente dal Canada da una certa Lucille Norris.

Ecco il testo del messaggio: Hi, my name is Juliana. I am a consultant with Robert Half US. Are you still looking for a job? (Ciao, mi chiamo Juliana. Sono una consulente di Robert Half US. Stai ancora cercando un lavoro?)

Analisi del Messaggio

1) Robert Half è un'azienda di consulenza e collocamento professionale legittima e di grandi dimensioni negli Stati Uniti. Quindi il nome dell'azienda in sé non è un red flag. Questo è il sito ufficiale: https://www.roberthalf.com

2) Tuttavia, è insolito che un consulente contatti direttamente tramite WhatsApp un potenziale candidato di cui non ha un contatto precedente o un'applicazione esistente. La normale prassi sarebbe di utilizzare canali ufficiali come e-mail aziendali.

Dalla FAQ infatti risulta quanto segue:
Robert Half non invia offerte di lavoro ai candidati né richiede ai candidati di inviare domande tramite servizi di messaggistica istantanea come Telegram e Whatsapp.

3) Il numero di telefono +1 (581) 288-9123 non è uno dei numeri di contatto principali di Robert Half elencati online. Sul sito ufficiale il numero di contatto è (650) 234-6000. "+1" è il prefisso internazionale degli Stati Uniti; il numero generato potrebbe essere temporaneo o virtuale.

4) I truffatori possono ottenere i numeri di telefono da varie fonti, come elenchi telefonici pubblici, database online, siti web compromessi, social media o tramite altre persone che hanno il vostro numero di telefono nei propri contatti. Inoltre, possono utilizzare software automatizzati per generare numeri casuali e inviare messaggi di spam in massa. Una volta che hanno ottenuto il vostro numero, possono inviare messaggi tramite SMS o WhatsApp senza aver avuto contatto diretto con voi in precedenza.

Anche in questo caso si tratta di un tentativo di truffa a livello internazionale:
https://malwaretips.com/blogs/robert-half-international-job-scam

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Se vi interessa il tema della sicurezza informatica ho scritto un articolo in cui vi spiego come riconoscere e sconfiggere i tentativi di Phishing come quelli analizzati oggi:
https://www.computermania.org/tutorial/sicurezza/riconosci-e-sconfiggi-il-phishing-come-evitare-le-truffe-online

Vi consiglio anche la lettura di questo articolo:
https://www.computermania.org/tutorial/sicurezza/sicurezza-informatica-14-consigli-per-navigare-tranquilli

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Pubblicato in Sicurezza
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Google Titan Security Key è un dispositivo di sicurezza fisica progettato per proteggere gli account online dagli attacchi di phishing e dall'accesso non autorizzato. Si tratta di una chiave hardware (detta anche token) che offre un secondo livello di autenticazione per gli account Google e altri servizi online compatibili.

Offre una protezione ulteriore rispetto agli SMS, alle mail di verifica e agli altri metodi di autenticazione secondaria, poiché si basa su un sistema crittografico hardware che è molto più difficile da compromettere rispetto ai metodi basati su software.

E' disponibile in 2 varianti: USB-A/NFC
e USB-C/NFC. Si può utilizzare su PC, notebook, smartphone e la maggior parte dei dispositivi Android e iOS che supportano USB o NFC. Inoltre, è compatibile con la maggior parte browser moderni.

Utilizza lo standard FIDO2 (Fast Identity Online), un insieme di specifiche e protocolli progettati per migliorare ulteriormente l'autenticazione online e ridurre la dipendenza dalle password. Questo standard consente l'uso di dispositivi sicuri, come chiavi hardware, per verificare l'identità degli utenti in modo più affidabile.

Le sue caratteristiche principali includono l'eliminazione delle password tradizionali, il supporto ad una vasta gamma di dispositivi e tecnologie, e l'implementazione di protocolli crittografici avanzati per garantire la sicurezza delle transazioni online.

Il costo del dispositivo è di 35 Euro (spese di spedizione incluse) e si acquista sul Google Store a questo link:
https://store.google.com/product/titan_security_key?hl=it

Viene consegnato in un paio di giorni da DHL. Questo è il contenuto del pacco:



Ho acquistato il modello USB-A. La confezione include anche un adattatore USB-A/USB-C per utilizzarlo anche su smartphone e tablet. Nel tutorial di oggi configurerò un account Gmail per proteggere l'accesso alla casella di posta elettronica. Il token è stato configurato su un tablet, per poi effettuare il test di funzionamento su un PC.



Per configurare il vostro account, aprite l'app Gmail e cliccate sull'icona in alto a destra con la vostra foto di miniatura o le vostre iniziali, poi cliccate su Gestisci il tuo Account Google:





Cliccate sulla voce Sicurezza:





Cliccate su Passkey e token di di sicurezza:





Cliccate sul pulsante Crea una passkey:





Cliccate su Usa un altro dispositivo:





Selezionate l'opzione Token di sicurezza USB:





Collegate il token alla porta USB:



In questo caso ho utilizzato l'adattatore USB-A/USB-C incluso in confezione. Appena "si accende" (si illuminerà l'area centrale) toccatelo con un dito:



Se richiesto impostate un PIN per il vostro token e cliccate sul pulsante Avanti:



Confermate il PIN inserito cliccando sul pulsante Conferma:



Potrebbe essere richiesto di toccare nuovamente il Token (che si illuminerà). Fatelo!

Un messaggio confermerà l'avvenuta configurazione. Cliccate sul pulsante Fine:



Ecco la vostra Passkey associata al token di sicurezza:



TEST DI UTILIZZO AL PC



Aprite il vostro browser preferito e collegatevi a Gmail; inserite il vosto indirizzo di Posta Elettronica e cliccate sul pulsante Avanti:





Verrà subito richiesto l'utilizzo della passkey creata in precedenza. Cliccate sul pulsante Continua:





Selezionate l'opzione Windows Hello o token di sicurezza esterno:





Quando richiesto inserite la chiavetta nella porta USB:





Toccate la chiave:





Il gioco è fatto! Valutate se importare o meno eventuali preferiti o estensioni cliccando sul pulsante Si, accetto o No grazie:



L'accesso all'account ha avuto esito positivo:



Nonostante la Google Titan Security Key offra un elevato livello di sicurezza, potrebbe non essere indispensabile per la maggior parte degli utenti, a meno che non si trovino sotto attacchi mirati o abbiano dati estremamente sensibili da proteggere. Tuttavia, l'uso della chiave per confermare l'identità durante il processo di accesso impedisce ad un malintenzionato privo del dispositivo fisico di compromettere un account protetto, aumentando notevolmente la sicurezza complessiva.

Se avete attivato la verifica in due passaggi per il vostro account o siete iscritti al programma di protezione avanzata, la passkey elimina il secondo passaggio di autenticazione, garantendo la vostra identità tramite il possesso del dispositivo. Inoltre, i vostri dati biometrici, utilizzati per lo sblocco tramite impronta digitale o riconoscimento del viso, restano crittografati sul dispositivo e non vengono mai condivisi con Google.

Se volete approfondire il tema della sicurezza online ti consiglio questi 2 tutorial:

Riconosci e sconfiggi il Phishing: come evitare le truffe online
https://www.computermania.org/tutorial/sicurezza/riconosci-e-sconfiggi-il-phishing-come-evitare-le-truffe-online

Come riconoscere e combattere le bufale online: 10 consigli pratici

https://www.computermania.org/tutorial/sicurezza/come-riconoscere-e-combattere-le-bufale-online-10-consigli-pratici

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Pubblicato in Sicurezza

La sicurezza informatica è diventata una priorità in un mondo sempre più digitalizzato. Gli attacchi di tipo phishing rappresentano una minaccia persistente, ma con la giusta consapevolezza e strumenti, è possibile proteggersi in maniera efficace. In questo articolo, esaminerò dettagliatamente cosa è il phishing, come riconoscerlo, e fornirò una serie di consigli per difendervi. Inoltre, elencherò una serie di strumenti e risorse che possono essere utili nel contrastare questo tipo di minaccia.

Il phishing è una forma di attacco informatico che coinvolge l'ingegneria sociale per ottenere informazioni personali, come password, dati di carte di credito o altre informazioni sensibili, simulando una fonte affidabile o legittima. Gli attaccanti mirano a ingannare le vittime facendo loro credere che la comunicazione provenga da una fonte attendibile, come una banca, un'azienda o un servizio online.

Il termine "phishing" deriva dalla parola inglese "fishing" (pesca) e si riferisce all'idea di lanciare un'esca (o "phish") per attirare le vittime, proprio come un pescatore lancia una lenza per catturare pesci. Questa analogia illustra vividamente il concetto di truffa, in cui gli attaccanti gettano un'"esca" al fine di ingannare e catturare le persone ignare.

Esempi tipici di e-mail Phishing

Abbonamento scaduto
"La tua iscrizione è scaduta"/"Rinnova il tuo account gratuitamente"/"Gentile Cliente, Il tuo abbonamento è scaduto. ": comunicano la sospensione di un abbonamento a servizi online come Netflix:



O
Spotify:



E-mail di consegna pacchi

"Tracciamento Spedizione" o "L'ordine è in preparazione per la consegna e abbiamo bisogno della tua conferma": fingono di essere servizi di consegna, richiedendo clic su link maligni.



Bonus, premi o offerte speciali dedicate
"Hai Vinto un Premio"/"Offerta Esclusiva": indicano che l'utente ha vinto un premio o un bonus e chiedono di fornire informazioni personali per il ritiro incoraggiando l'utente a cliccare su link dannosi.

Sicurezza dell'account social o dell'indirizzo di posta elettronica
"Attività Sospetta"/"Richiesta di Verifica dell'Account"/"Problema con il Tuo Account": avvisano di attività sospette sull'account e richiedono l'accesso attraverso un link per "risolvere" il problema ma in realtà cercano di ottenere le credenziali di accesso.



Incontri online
Le mail di phishing che includono richieste di appuntamenti online possono essere chiamate in diversi modi, ma di solito sono note come "phishing di appuntamenti" o "phishing romantico". Questo tipo di attacco simula una richiesta di incontri romantici o appuntamenti per indurre le vittime a fornire informazioni personali o finanziarie sensibili.

Impersonificazione autorità
Fingono di provenire da un'autorità legittima, come il governo o la polizia, chiedendo informazioni personali.

Risorse umane
"Aggiornamento dati personali": si presentano come comunicazioni interne aziendali e richiedono agli impiegati di aggiornare informazioni personali.

TIPOLOGIE DI PHISHING

Esistono diversi tipi di phishing:

-Phishing di tipo clone: consiste nella creazione di un sito web che imita quello di una società o di un'organizzazione legittima al fine di indurre l'utente a fornire informazioni personali o finanziarie.

-Phishing di tipo spear: è una tecnica di phishing più sofisticata, in cui i malintenzionati inviano e-mail personalizzate e ben mirate ad un singolo individuo o ad un gruppo ristretto di persone, con l'obiettivo di rubare informazioni sensibili.

-Pharming: questa tecnica consiste nell'utilizzo di software malevolo o di tecniche di hacking per modificare gli indirizzi IP dei siti web, in modo da indirizzare l'utente a pagine web fraudolente.

-Smishing: è una variante del phishing che sfrutta i messaggi di testo invece che le e-mail. I truffatori inviano messaggi di testo che sembrano provenire da società o organizzazioni legittime, invitando l'utente a fornire informazioni personali o finanziarie o a cliccare su un link.

-Vishing: questa tecnica utilizza le chiamate telefoniche per ottenere informazioni personali o finanziarie dall'utente. I truffatori fingono di essere rappresentanti di società legittime e chiedono all'utente di fornire informazioni sensibili.

-Whaling: questa tecnica è simile al phishing di tipo spear, ma l'obiettivo è quello di mirare a figure di alto profilo, come manager o dirigenti di aziende, al fine di ottenere accesso a informazioni aziendali riservate.

-Angler phishing: questa tecnica sfrutta le reti sociali e le piattaforme di messaggistica istantanea per ingannare l'utente e ottenere informazioni personali o finanziarie.

Di seguito trovate una serie di consigli e strumenti per tutelarvi ed evitare di essere vittima del Phishing.



Analisi dell'URL

  1. Osservate l'indirizzo completo:
    • Analizzate attentamente l'URL nella barra degli indirizzi del vostro browser. Spesso, gli attaccanti utilizzano URL simili a quelli legittimi con leggere modifiche difficili da notare, come lettere o numeri aggiunti o omessi.
  2. Protocollo di sicurezza (HTTPS):
    • Assicuratevii che l'URL inizi con "https://" anziché "http://". La presenza di "https" indica una connessione sicura e crittografata.
  3. Verificate il dominio principale:
    • Controllate il dominio principale dell'URL. Gli attaccanti possono utilizzare sottodomini o domini simili per trarre in inganno (es. secure.nomebanca.it).
  4. Strumenti online per la verifica sugli URL:
    • Se avete dubbi sull'autenticità di un sito, utilizzate strumenti come URLVoid o VirusTotal per ottenere un'analisi più approfondita e per identificare siti sospetti.

URLVoid

URLVoid è uno strumento online che consente di verificare la reputazione di un sito web. Inserendo un URL e cliccando sul pulsante Scan Website, il servizio fornisce informazioni dettagliate sulla sua sicurezza, inclusi report antivirus e controlli di blacklist:

VirusTotal

VirusTotal è un servizio che analizza file e URL per rilevare malware. Per utilizzarlo aprite la sezione URL, incollate un URL specifico e cliccate su Invio. =ttenere una panoramica completa delle minacce potenziali presenti nel sito web:

URL Manipolati

Gli attaccanti spesso sfruttano tecniche come l'URL spoofing, dove modellano l'URL per farlo sembrare legittimo, portando le vittime a rivelare informazioni sensibili senza sospetti.

Esempio di analisi dell'URL

Supponiamo che riceviate una mail dalla vostra banca, ad esempio, "Banca Sicura". La mail afferma che è necessario effettuare un aggiornamento urgente dell'account per motivi di sicurezza e fornisce un link per farlo. L'URL fornito sembra legittimo a prima vista: https://www.bancasicura.com/aggiornamento

Tuttavia, un'analisi più approfondita rivela che l'URL è truccato utilizzando tecniche di spoofing. Un attaccante potrebbe avere registrato un dominio simile, come https://www.bancasicura-aggiornamento.com, cercando di farlo sembrare identico a quello della vostra banca. Stessa cosa vale per un indirizzo mail (per esempio Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. invece di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)

L'utente potrebbe facilmente essere ingannato a cliccare sul link, poiché l'URL sembra autentico e corrispondente alla banca. Una volta cliccato, l'utente potrebbe essere reindirizzato a un sito web fasullo (e con la stessa interfaccia  graficadi quello reale) progettato per raccogliere le credenziali di accesso o altre informazioni sensibili.

Shortened URLs

L'uso di URL accorciati (shortened URLs) è comune nei messaggi di phishing. Potete utilizzare servizi come CheckShortURL per espandere e analizzare questi collegamenti prima di cliccare su di essi.

Ecco un esempio pratico. Potreste ricevere una mail con l'invito a cliccare su un link di questo tipo:
http://tinyurl.com/ed5wk9s2

Collegatevi al sito CheckShortURL ed inseritelo nell'apposito campo. Cliccate sul pulsante Expand:



Verrà restitutito come risultato l'URL reale con tanto di immagine di anteprima della pagina:





Controllo Ortografico e Grammaticale

I messaggi di Phishing spesso contiengono errori. Prestate attenzione ad eventuali incongruenze nella grammatica e nell'ortografia.



Verifica del Mittente

Controllate attentamente il mittente. La verifica del mittente è un passo fondamentale nella difesa contro gli attacchi phishing. Gli attaccanti spesso si spacciano per entità legittime o conosciute per indurre le vittime a rivelare informazioni sensibili. Vediamo come potete approfondire la verifica del mittente per proteggervi da potenziali minacce:

1. Indirizzo Email del mittente:

  • Controllate attentamente l'indirizzo e-mail del mittente. Gli attaccanti possono utilizzare varianti sottili o imitare indirizzi legittimi. Ad esempio, possono sostituire "l" con "1", aggiungere caratteri extra o doppi caratteri.

2. Dominio del Mittente:

  • Verificate il dominio del mittente. Assicuratevi che corrisponda all'organizzazione o all'azienda che dichiara di rappresentare.

3. Autenticazione SPF/DKIM/DMARC:

  • Alcune aziende utilizzano protocolli di autenticazione come SPF (Sender Policy Framework), DKIM (DomainKeys Identified Mail) e DMARC (Domain-based Message Authentication, Reporting, and Conformance) per garantire l'autenticità delle loro e-mail. DKIM in particolare è un metodo di autenticazione che garantisce l'integrità e l'autenticità del contenuto di un messaggio e-mail. Viene utilizzato per firmare digitalmente i messaggi.

Strumenti per la Verifica del Mittente

DMARC Analyzer

DMARC Analyzer è uno strumento che fornisce informazioni sull'implementazione di DMARC per un dominio specifico. Può essere utilizzato per verificare se un mittente ha implementato correttamente misure di autenticazione.

SPF Toolbox

SPF Toolbox è uno strumento online che consente di verificare la corretta configurazione di SPF per un dominio specifico, aiutandovi a identificare potenziali problemi di autenticazione.



Software per la sicurezza

La maggior parte degli antivirus integra strumenti antiphishing e addon per il browser per migliorare la sicurezza della navigazione online e per segnalare e bloccare automaticamente l'accesso eventuali siti non sicuri o sospetti. Per esempio McAfee® WebAdvisor.



Strumenti e risorse aggiuntive

Have I Been Pwned

Un sito web che consente di fare una ricerca sul vostro indirizzo e-mail per sapere se è stato coinvolto in una violazione dati. Un data breach (in italiano, "violazione dei dati") si verifica quando informazioni sensibili o riservate diventano accessibili in modo non autorizzato, spesso a causa di attività criminali o di una violazione della sicurezza del sistema. Questo può includere dati come nomi utente, password, informazioni finanziarie, informazioni personali e altro.

Per effettuare una ricerca inserite il vostro indirizzo mail e cliccate sul pulsante pwned?



PhishTank

Una comunità online che raccoglie e condivide informazioni sui siti di phishing.

La consapevolezza, insieme all'utilizzo di strumenti di sicurezza, è cruciale per proteggersi dagli attacchi phishing. Analizzando attentamente le comunicazioni online, utilizzando gli strumenti giusti e mantenendo una conoscenza approfondita delle tattiche utilizzate dagli attaccanti, è possibile creare uno scudo robusto contro questa forma di minaccia digitale. Ricorda, la tua sicurezza online è nelle tue mani.
 

VPN (Virtual Private Network)

L'utilizzo di una VPN può proteggere la tua connessione Internet e aumentare la sicurezza online, riducendo il rischio di phishing e di monitoraggio delle attività online.

Autenticazione a Due Fattori (2FA)

Abilitate l'autenticazione a due fattori quando disponibile. Questo fornisce un ulteriore livello di sicurezza richiedendo un secondo metodo di verifica oltre alle credenziali di accesso.

Se vi interessa approfondire il tema della sicurezza informativa vi consiglio questo articolo:
https://www.computermania.org/tutorial/sicurezza/sicurezza-informatica-14-consigli-per-navigare-tranquilli

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Pubblicato in Sicurezza

Avete ricevuto una mail con oggetto "Mancato recapito fattura" relativo alla fornitura Eni Plenitude? Fate attenzione, quasi sicuramente si tratta di un tentativo di truffa utilizzando la tecnica del phishing.

Il phishing è un tentativo di truffa che utilizza e-mail o messaggi con link a siti web fraudolenti, per convincere gli utenti a fornire informazioni personali, come password o numeri di carte di credito. Lo scopo del phishing è quello di rubare informazioni personali o denaro.

La mail si presenta in questo modo:



Come fare a verificare se si tratta di una mail affidabile? Ve lo spiego nei seguenti punti.



Innanzi tutto al momento dell'attivazione del contratto avete già specificato la modalità di ricezione della fattura, per cui il vostro fornitore ha già l'indirizzo di casa e la vostra mail. Fermo restando che Plenitude non invia questo tipo di richieste via mail. Potete approfondire nella sezione ufficiale dedicata alle truffe digitali:
https://eniplenitude.com/info/email-sospette-e-truffe-digitali

Lo stesso utente che mi ha inoltrato la segnalazione riceve regolarmente la notifica di emissione fattura come da precedente mail ufficiale (tra l'altro ha l'addebito su conto corrente):





Il mittente risulta Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e già questo dovrebbe far sospettare sull'affidabilità della comunicazione. Solitamente l'indirizzo mail di un gestore utilizza la sintassi Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Nel caso specifico le comunicazioni ufficiali da parte di Plenitude utilizzano l'indirizzo mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e non è possibile rispondere alla mail.

In questo caso, il mittente invita a rispondere alla mail scrivendo "Confermo indirizzo" chiedendo tra l'altro di inserire altri dati personali tra cui il cellulare e il numero cliente). Inoltre accanto all'indirizzo mail del mittente si può leggere "tramite magnews.net", altra voce non presente nelle comunicazioni ufficiali:





Il mittente invita ad attivare la bolletta digitale cliccando sul link bit.ly/xxxxxxx (dove al posto delle X si trovano dei caratteri alfanumerici maiuscoli e minuscoli). Bitly è un sito che si utilizza per accorciare gli indirizzi delle pagine web da condividere (come https://tinyurl.com/app per intenderci). Non c'è nessun motivo di utilizzare questo sistema se non per nascondere l'indirizzo reale. Se si copia ed incolla il link sul Blocco note, potete notare che il prefisso è http://bit.ly/xxxxxxx ed utilizza il protocollo HTTP:// e non HTTPS://. I siti che utilizzano il protocollo HTTP:// non prevedono una comunicazione criptata (HTTPS://).



Per una ulteriore analisi ho aperto il link con un browser virtuale. Effettivamente la pagina di login sembra quella di Plenitude, ma non c'è nessun motivo di utilizzare un link "accorciato" che reindirizzi a questa pagina web:



I link ufficiali per l'accesso all'area riservata sono:
https://eniplenitude.com/my-eni (per l'accesso al sito)

https://eniplenitude.com/it-IT/famiglia/private/dashboard (per la dashboard)



Infine ho analizzato il link con Virus Total. Il link risulta malevolo e sono presenti diversi redirect (reindirizzamenti):





Ultima parte sospetta. Nel "footer" (la parte bassa) della mail non è presente la sezione relativa ai contatti che si trova nella mail ufficiale:



Questa è una mail ufficiale:



Se non siete sicuri, e questo vale per qualsiasi mail che ricevete, anche se conoscete il mittente valutate bene ogni eventuale azione richiesta. Se avete dubbi contattate direttamente il mittente (in questo caso il vostro gestore) ai seguenti recapiti:





Di seguito il link alla pagina di contatto:
https://eniplenitude.com/contatti/parlare-con-noi

Come verificare se il vostro indirizzo mail risulta compromesso per via di una violazione di dati potete visitare il seguente sito:
https://haveibeenpwned.com/



Inserite la mail nell'apposito campo e cliccate sul pulsante "pwned?" per effettuare una ricerca nel database. In caso di dati compromessi, verranno visualizzati i risultati. In caso negativo comparirà il seguente messaggio:



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